Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Covid-19 neutro sui conti 2019

Gli eventi riconducibili alla pandemia da Covid-19 non devono avere impatti sui bilanci chiusi al 31 dicembre 2019. Tali eventi, infatti, devono considerarsi «fatti avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio» che non comportano una rettifica dei conti del bilancio chiuso al 31 dicembre 2019. Di conseguenza, gli effetti della pandemia non generano effetti nei processi di valutazione, ivi inclusi quelli di impairment test (le verifiche disciplinate dallo Ias 36) dei valori di bilancio, e se reputati comunque rilevanti devono essere adeguatamente illustrati in nota integrativa.

Il chiarimento circa le conseguenze della pandemia sui bilanci societari in corso di predisposizione e approvazione arriva da Assonime, la quale, con il caso 5/2020 del 23 aprile 2020, ha fornito indicazioni agli operatori che in questo periodo sono alle prese con i dubbi concernenti l’approvazione dei bilanci. L’argomento assume particolare rilevanza sia nell’ottica dell’accesso alle varie tipologie di finanziamento concesse dal sistema bancario, che paradossalmente richiedono oggi più che mai una disamina compiuta dello stato di salute delle società, sia, proprio con riferimento a tale ultimo aspetto, per dimostrare la sussistenza del requisito della continuità aziendale (sulla quale è intervenuto l’art. 7 del cosiddetto decreto Liquidità, che consente di continuare a redigere i bilanci approvati dopo il 23 febbraio 2020 in ottica di continuità a condizione che tale presupposto sussistesse prima dell’emergenza Covid-19). Si rammenta che l’art. 106 del decreto Cura Italia (convertito nella legge n. 27, pubblicata in G.U. del 29/4/2020, n.110) ha posticipato da 120 a 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio il termine entro il quale l’assemblea ordinaria delle società di capitali deve essere necessariamente convocata per l’approvazione del bilancio, termine che dunque cadrà, per le società aventi esercizio sociale coincidente con l’anno solare, il 28 giugno 2020, il che potrà portare le seconde convocazioni al mese di luglio.

Il tema dell’impatto della pandemia sui bilanci non si presenta omogeneo, dal momento che riguarda in maniera diversificata il mondo imprenditoriale, sia per la significatività di tale impatto sia per la tendenza che esso imprimerà al settore di riferimento. E infatti, nonostante la generalizzata tendenza negativa che il blocco prolungato delle attività imprimerà sul tessuto imprenditoriale, possono essere individuati settori economici (per esempio farmaceutico e alimentare) sui quali la situazione contingente potrà addirittura comportare dei miglioramenti nei risultati o, anche, settori che più di altri godranno (o potranno in futuro godere) di aiuti e sussidi specifici da parte dello Stato (moratorie nei pagamenti fiscali e contributivi, sospensione del pagamento di tariffe o utenze, etc.).

Il primo passaggio per potere affrontare il tema dell’impatto sui bilanci è dato dalla individuazione del momento nel quale la pandemia ha cominciato a produrre i propri effetti, tenendo in considerazione che al 31 dicembre 2019 la situazione esistente era quella del limitato focolaio nella città cinese di Wuhan, mentre solo a fine gennaio 2020 sono stati adottati i primi provvedimenti sul territorio italiano. È ragionevole ritenere, pertanto, che gli effetti conseguenti alla pandemia debbano essere correttamente collocati nel 2020. Ne consegue che le regole contabili applicabili sono rappresentate:

(i) per i soggetti che adottano i principi contabili internazionali, dallo Ias 10 sui «fatti intervenuti dopo la data di chiusura dell’esercizio di riferimento», intendendo per tali quelli che si verificano fino alla data di autorizzazione alla pubblicazione del bilancio, ossia dalla data di esame e approvazione da parte del consiglio di amministrazione,

e (ii) per i soggetti che adottano i principi contabili nazionali, dall’art. 2427, comma 1, n. 22 quater, cod. civ., nonché dal principio contabile Oic 29 sulle «informazioni da rendere in nota integrativa in merito ai fatti di rilievo avvenuti dopo la chiusura dell’esercizio».

In entrambi i casi, di adozione dei principi contabili internazionali o nazionali, il quadro di riferimento fa leva sul principio di competenza, ossia sulla distinzione tra fatti positivi/negativi che evidenziano condizioni già esistenti alla data di riferimento del bilancio, cui consegue la rettifica dei conti e dei valori delle attività e passività in bilancio, e fatti positivi/negativi che evidenziano condizioni sorte dopo la data di riferimento del bilancio, cui non consegue la rettifica dei conti e dei valori delle attività e passività.

Nella seconda ipotesi (fatti conosciuti dopo la chiusura dell’esercizio e associati a eventi sorti dopo tale data) appare comunque necessario intervenire sul bilancio mediante una adeguata informativa in nota integrativa, la cui ampiezza può variare caso per caso, a cominciare da situazioni nelle quali può essere reputata sufficiente una semplice descrizione di natura qualitativa degli effetti, senza alcuna stima di tipo quantitativo. Di contro, laddove dovesse essere possibile effettuare delle stime delle grandezze potenzialmente interessate, sulla base di modelli interni di valutazione, tali stime potrebbero essere anch’esse essere direttamente riflesse in nota integrativa, con illustrazione della capacità operativa e finanziaria dell’impresa di far fronte a tali impatti nonché delle azioni programmate o in corso di programmazione. È evidente che tali indicazioni supplementari saranno possibili solo per realtà societarie particolarmente strutturate, senza che tale complessa attività possa essere richiesta anche a società di non rilevanti dimensioni (si pensi alla platea delle pmi, che però potrebbero trovarsi nella necessità di familiarizzare con sempre più accurate predisposizioni di budget). Peraltro, in ossequio all’art. 2428 cod. civ., la relazione sulla gestione dovrà comunque illustrare la prevedibile evoluzione della gestione alla luce degli effetti che possono derivare dalla pandemia da Covid-19.

Con specifico riferimento alle società quotate, la Consob (richiamo di attenzione n. 20/20 del 9 aprile 2020) ha invitato a fornire informazioni aggiornate

(i) sui rischi legati al Covid-19 che possono avere impatto sulla situazione economica e finanziaria,

(ii) sulle eventuali misure intraprese o pianificate per mitigare detti rischi,

nonché (iii) un’indicazione di natura qualitativa e/o quantitativa, sempre che quest’ultima sia possibile, per le difficoltà sopra esposte, dei potenziali impatti che sono stati considerati nell’ottica dell’andamento futuro della società.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il colosso cinese Huawei non compare nella lista dei fornitori ammessi alla gara indetta da Tim e pa...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Tutti sulla nuvola a caccia dell’oro del secolo: i dati. Come custodirli, in sicurezza. E scambiar...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Rinvio al 30 settembre del termine per l'approvazione dei bilanci di previsione 2020-2022 e della sa...

Oggi sulla stampa