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Covid-19 manda in tilt gli Isa

I riflessi economici del coronavirus mandano in tilt gli indicatori di affidabilità fiscale. Il calo dei fatturati conseguente alle misure di contenimento dell’infezione, che verranno monitorati da Sose attraverso l’andamento della fatturazione elettronica, potrebbero infatti rivelarsi quali veri e propri talloni d’Achille del funzionamento dei nuovi indicatori.

Seppure più attrezzati per sterilizzare andamenti congiunturali di natura eccezionale rispetto ai loro predecessori, gli algoritmi su cui si fondano le stime del software Isa non riusciranno a rispondere, in maniera adeguata e non punitiva, ai drastici cali dei volumi d’affari indotti dall’emergenza che sta attraversando l’intero paese.

Per evitare nuove situazioni in cui i risultati delle c.d. pagelle fiscali si dimostrano lontani dalla realtà sarà necessario intervenire, fin da subito, introducendo adeguati correttivi congiunturali, così come avvenuto a partire dall’anno 2007 per gli studi di settore.

La crisi economica che si sta propagando ormai su tutto il nostro territorio, impone dunque una revisione o quantomeno un ripensamento in relazione all’applicazione del nuovo strumento di compliance. Non è da escludere nemmeno un intervento ancor più drastico quale la disapplicazione temporanea degli stessi indicatori di affidabilità fiscale.

Se si deciderà invece di adottare dei correttivi congiunturali questi dovranno essere adottati già a partire dagli Isa applicabili al periodo d’imposta 2019 nonostante il fatto che in tale periodo l’effetto del Covid-19 sia del tutto assente. Sarà infatti molto difficile ipotizzare scenari nei quali, proprio nei prossimi mesi, i contribuenti possano valutare ed apprezzare adeguamenti al rialzo dei loro volumi di ricavi e compensi al fine di migliorare la loro affidabilità fiscale.

Per comprendere la tipologia di interventi da effettuare occorre però riflettere sul fatto che gli indicatori di affidabilità fiscale, a differenza degli studi di settore o dei parametri, non sono dei veri e propri strumenti di accertamento. Essi sono stati concepiti come strumento virtuoso che dovrebbe stimolare i contribuenti al raggiungimento del più elevato livello di affidabilità fiscale grazie anche ai benefici del connesso sistema premiale.

Proprio nelle prossime dichiarazioni dei redditi il conseguimento di punteggi elevati di affidabilità fiscale, potrebbe consentire a molti contribuenti italiani di beneficare dello «sblocco» dei crediti fiscali che la legge di bilancio 2020 ha invece limitato nel loro utilizzo in compensazione orizzontale.

Ecco allora che proprio in virtù di tali possibili benefici, in grado di dare respiro finanziario a molti contribuenti oggi in difficoltà, si potrebbe pensare di rivedere l’intero assetto del regime premiale per venire incontro a tale esigenza. Altre modifiche da apportare dovrebbero riguardare il c.d. coefficiente individuale che è alla base delle principali stime elaborate dal software Isa. Questo indicatore risente infatti in misura troppo marcata delle possibili variazioni negative del fatturato e del reddito, nell’arco temporale di riferimento dei nuovi indicatori (otto anni). Di recente l’amministrazione finanziaria, su richiesta delle categorie economiche, è già intervenuta per rivedere il funzionamento del correttivo individuale alla luce delle criticità manifestatesi nel primo anno di applicazione del nuovo strumento di software. Oggi, in piena emergenza da coronavirus, tale prima revisione può sicuramente dirsi non più adeguata né sufficiente. Per molte categorie economiche siamo infatti di fronte ad un vero e proprio tracollo dei fatturati che se non opportunamente sterilizzato condurrà, inevitabilmente, a punteggi di affidabilità bassissimi. Oltre ad un intervento correttivo di natura straordinaria sono già state sollevate anche richieste più drastiche in relazione all’applicazione degli indicatori sintetici di affidabilità fiscale. Nei giorni scorsi le nove sigle sindacali dei commercialisti ed esperti contabili, attraverso un documento congiunto, hanno richiesto al presidente del consiglio ed al ministro dell’economia la disapplicazione generalizzata degli Isa per l’anno 2020 e il rinvio dei termini per l’annualità 2019. Tale richiesta è motivata, stando al contenuto del suddetto documento, dal fatto che esistono difficoltà oggettive nel reperimento dei dati relativi al periodo d’imposta 2019 a causa dell’emergenza sanitaria in corso.

Sulla base delle argomentazioni sopra esposte appare dunque evidente che per gli indicatori sintetici di affidabilità fiscale, il secondo anno di applicazione si presenta ancora più complesso del primo.

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