Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Covéa non compra più PartnerRe Exor: “La faremo crescere noi”

TORINO – Salta la vendita di Partner-Re da Exor ai francesi di Covéa. L’affare nel mondo delle riassicurazioni, (una vendita per 9 miliardi di euro con una plusvalenza di 3) annunciato il 9 febbraio, è andato in fumo ieri pomeriggio quando da Parigi è arrivato uno stringato comunicato: «Di fronte alle condizioni attuali, senza precedenti, e alle significative incertezze che gravano sulle prospettive economiche mondiali, Covéa ha annunciato a Exor che il contesto non consente di realizzare il progetto di acquisizione secondo i termini inizialmente previsti». La finanziaria degli Agnelli ha subito risposto «con fermezza che una cessione di PartnerRe a condizioni inferiori rispetto a quelle stabilite nell’accordo non riflette il valore della società». Dunque, non se ne fa nulla.
I due comunicati sono l’esito finale di due giorni di trattative serrate e, a tratti, drammatiche. Fino all’ultimo il presidente di Covéa, Thierry Derez ha tentato di tenere in piedi l’affare proponendo ad Exor un abbassamento del prezzo di vendita. Covéa, società nata dalla fusione di diverse assicurazioni della provincia francese, avrebbe avuto comunque necessità di fondersi con una società di riassicurazione che la garantisse dai rischi. Per questo nei mesi scorsi, secondo quanto è trapelato a Torino, sono stati i francesi a cercare Exor per proporre l’acquisto di Partner Re. Gli Agnelli avevano comperato il 100 per cento della società con sede alle Bahamas nel 2016, pagandolo circa 6 miliardi di euro. La vendita a 9 avrebbe garantito a Exor una plusvalenza di 3 miliardi.
Ora tutto è stato cancellato. L’intesa di acquisto, perfezionata il 27 marzo, prevedeva penali milionarie che ora spetterà ai francesi pagare. Exor ha voluto sottolineare nel comunicato che «nel suo tentativo di rinegoziare i termini già concordati Covéa non ha mai fatto cenno all’esistenza di un sostanziale peggioramento in PartnerRe, inclusi gli effetti del rischio pandemico». In sostanza la finanziaria di John Elkann dice che PartnerRe sta andando bene e che non subirà effetti negativi sui conti dalla pandemia di coronavirus. Anzi «gode di uno dei più alti indicatori di capitale del settore riassicurativo ». In una lettera ai dipendenti di PartnerRe, John Elkann si dice «felice» di mantenere la proprietà della società. E ricorda che non è mai stata messa in vendita da Exor perché l’accordo per la cessione nasceva da una proposta francese. «In questi mesi – scrive Elkann- le prospettive di PartnerRe si sono rafforzate ».
Le conseguenze della mossa di Covéa sono diverse. Certamente per Exor sfuma la possibilità di incassare subito 9 miliardi di euro. PartnerRe garantisce cospicui dividendi ma nei prossimi mesi non arriveranno in cassa i miliardi previsti. La seconda conseguenza riguarda un’altra scacchiera, quella della fusione tra Psa e Fca. Le due società hanno sottolineato anche recentemente la ferma volontà di proseguire nell’operazione. Ma a quali prezzi? Questione decisiva in una fusione paritaria con i valori concordati prima dell’epidemia.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Al via l ’alleanza con la piattaforma Fabrick per offrire alle banche le gestioni patrimoniali. ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Europa scommette sull’idrogeno per centrare gli obiettivi climatici del Green deal. La rivoluz...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

È partita ieri l'offerta pubblica di scambio volontaria (Ops) promossa da Intesa Sanpaolo sulla tot...

Oggi sulla stampa