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Costi di ricerca decisivi per il patent box

L’individuazione dei costi è uno degli elementi decisivi nel calcolo del patent box, che è influenzato anche dalle regole transitorie sull’individuazione degli anni da inserire nel periodo “di osservazione”.
Il perimetro
Il regime agevolato ha ad oggetto i redditi derivanti dallo sfruttamento economico, diretto o indiretto, di:
software protetti da copyright (sono, invece, escluse le altre opere dell’ingegno);
brevetti industriali;
informazioni aziendali, processi, formule, esperienze tecnico-industriali, disegni e modelli, giuridicamente tutelabili;
marchi d’impresa, registrati o in corso di registrazione. Sono quindi esclusi i marchi non registrati per scelta dell’impresa, seppure giuridicamente tutelabili.
I marchi, contrariamente a quanto previsto dalla normativa nazionale, sono esclusi esplicitamente dagli indirizzi dell’Ocse e, quindi, il beneficio per tali asset è “temporaneo” in quanto destinato a essere eliminato.
Altro elemento di difformità tra la normativa interna e le raccomandazioni Ocse è la necessità di certificazione, con riguardo ad alcune categorie di intangible (ad esempio, formule e processi), da parte di una agenzia governativa indipendente rispetto all’amministrazione finanziaria. Anche sul punto è quindi verosimile che intervengano modifiche normative.
Peraltro, tale categoria di intangibili è anche quella più problematica agli effetti dell’agevolazione in quanto la “tutelabilità” giuridica dipende dal fatto che le formule e le informazioni siano segrete e che siano state prese misure adeguate per mantenere la segretezza; cosa non sempre facilmente dimostrabile.
Le modalità di calcolo
Il reddito agevolabile deriva dal rapporto tra costi qualificati di ricerca e costi complessivi di ricerca, moltiplicato per il reddito derivante dal bene immateriale.
I costi “qualificati”, indicati al numeratore, ricomprendono i costi sostenuti per l’attività di ricerca e sviluppo, effettuata direttamente o affidata in outsourcing a soggetti esterni al gruppo. I costi “complessivi”, da inserire al denominatore, invece, oltre a ricomprendere i costi appena richiamati, si compongono anche degli eventuali costi di acquisizione del bene immateriale (incluse le royalties) e dei costi per attività di R&S affidate a società interne al gruppo.
I costi qualificati indicati al numeratore vengono maggiorati da queste due ultime categorie di spesa, ma soltanto nei limiti del 30% degli stessi (è il cosiddetto up-lift). Pertanto, i costi indicati al numeratore e quelli riportati al denominatore non differiscono per natura, ma solo per la rilevanza che essi rivestono nel computo del valore totale.
I costi rilevanti ai fini del rapporto sono quelli sostenuti nel periodo di riferimento, a prescindere dal regime fiscale e dal trattamento contabile.
Ai fini del rapporto non rilevano gli interessi passivi, le spese relative agli immobili e qualsiasi costo che non può essere direttamente collegato a uno specifico bene immateriale agevolabile.
Il coefficiente è il risultato di un approccio progressivo e additivo, dato che numeratore e denominatore sono frutto della sommatoria dei costi rilevanti sostenuti in tutti i periodi di imposta del regime agevolato. A regime, il calcolo del coefficiente va operato per ciascun bene immateriale per il quale si esercita l’opzione.
La regola transitoria
Per il primo periodo d’imposta di efficacia delle disposizioni (ad esempio, il 2015) e per i due successivi (2016-2017), i costi sono quelli sostenuti nel periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione dei redditi e nei tre periodi d’imposta precedenti e sono assunti complessivamente.
In sostanza, nella fase iniziale di applicazione delle disposizioni, per consentire alle imprese di approntare adeguati sistemi di “tracciatura” dei costi e dei ricavi legati ai singoli beni immateriali, è stato previsto che le imprese determinino il coefficiente sulla base di una media mobile quadriennale che considera i costi qualificati e i costi complessivi come grandezze aggregate, senza distinzione per prodotto (si veda esempio in pagina).
A partire dal terzo periodo di imposta successivo (ad esempio, dal 2018) a quello di prima applicazione (ad esempio, dal 2015), i costi computabili saranno solo quelli sostenuti nei periodi in cui le disposizioni del regime trovano applicazione e soprattutto non saranno più considerati in modo aggregato nella procedura di calcolo ma singolarmente per ciascun bene immateriale.

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