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«Così Unicredit supererà il guado»

di Stefania Tamburello

ROMA — Secondo giorno positivo per Unicredit in Borsa, dopo la Caporetto delle quattro sedute precedenti. Il titolo ha guadagnato il 5% e ha incassato l'adesione all'aumento della Fondazione Cassamarca, in misura parziale della Manodori e della Luxottica di Del Vecchio. E ha soprattutto ricevuto la comunicazione del fondo americano, Blackrock che definisce un errore l'informazione data il 28 dicembre sulla diminuzione della sua partecipazione al capitale dal 3,09% all'1,71%. Si sarebbe trattato di un misunderstanding tra società del gruppo, dice in sostanza la nota di Blackrock che ha soddisfatto Unicredit ma non la Consob. La commissione presieduta da Giuseppe Vegas proseguirà le sue indagini visto che l'«errore» è stato compiuto a ridosso dell'aumento di capitale della banca di Piazza Cordusio e potrebbe aver condizionato l'atteggiamento degli investitori penalizzando il titolo a Piazza Affari.
Un riconoscimento sull'opportunità dell'aumento di capitale da 7,5 miliardi è stato ieri espresso da Andrea Enria, presidente dell'Eba, l'autorità di vigilanza europea, per il quale il gruppo «sta facendo uno sforzo notevole, ma dopo avrà passato il guado». Intervenendo alla Camera Enria ha ribadito la necessità che le banche europee (tra le quali 4 italiane, Unicredit, Mps, Ubi e Banco Popolare) rafforzino i patrimoni secondo le indicazioni date dall'Eba: «È un passaggio doloroso, ma che porta all'uscita dalla crisi. Senza ricapitalizzazione i problemi rimangono e si aggravano». L'industria bancaria «ha sostenuto la necessità di ritardare, o addirittura ritirare, le richieste di ricapitalizzazione. Credo che sarebbe sbagliato assecondare queste richieste», ha aggiunto Enria precisando che nessuna autorità nazionale ha avanzate richieste di rinvio. E aggiungendo che le perdite di valore dei titoli bancari dipendono soprattutto dall'aumento del rischio legato alla crisi del debito sovrano. In questo momento, ha spiegato il numero uno dell'Eba, «le banche hanno bisogno di più liquidità e di più capitale, per potere garantire il sostegno dell'economia. La Bce sta lavorando sul fronte della liquidità. Alle autorità di vigilanza spetta il compito di intervenire sul capitale. Lo scenario in cui la ricapitalizzazione è rimandata sarebbe, a mio modo di vedere, particolarmente negativo».
Le banche italiane però non ci stanno, confermano l'intenzione di ricorrere alla Corte di giustizia Ue e continuano a chiedere con l'Abi una revisione delle richieste dell'Eba, che sono «discutibili nel metodo, nel merito, nella tempistica». In particolare, è «singolare che ad un presunto problema di stabilità del debito pubblico per l'Italia, si possa rimediare con il capitale di quattro banche. Non v'è chi non veda che se il problema è il debito pubblico, è ad esso che si deve guardare e non a chi ne detiene una parte modesta». E comunque «se il problema è la stabilità degli Stati, come si può pensare che siano gli stessi a far fronte alle presunte necessità di capitale delle banche?»
 

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