Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Così Messina ridisegna la geografia

Dalle parole ai fatti. Nella primavera scorsa Carlo Messina, da poco insediato al vertice operativo di Intesa Sanpaolo, prima banca per sportelli in Italia, ha annunciato un nuovo piano industriale che guiderà il gruppo nei prossimi anni. 
Ora, Messina inizia a muovere le pedine della complessa macchina organizzativa interna, toccando tutti i settori della banca, con un effetto immediato: l’uscita concordata di circa 200 dirigenti dell’istituto e la loro sostituzione, induce a un rilevante processo di cambiamento, un rinnovamento radicale, nel segno della valorizzazione delle competenze interne.
Svolte
Nell’ultimo mese Messina ha costituito le divisioni Private Banking, Asset management e Insurance; creato la uova struttura Area Sales e Marketing affidandola a Stefano Barrese; costituito l’unità di business Capital light bank , affidandola a Giovanni Gilli; rivisto il modello organizzativo della divisione Corporate & investment banking e nominato i nuovi sette direttori generali della Banca dei Territori. Un vero ridisegno della geografia interna a Intesa.
Centralità
Se il business è importante ovunque, la Banca dei Territori è il cuore del gruppo Intesa Sanpaolo, l’origine della propria forza, visto che qui sono le venti e più banche che hanno dato corpo al gruppo, con una presenza territoriale che non ha uguali in Italia e pochi paragoni altrove. Nella sola Banca dei Territori si trovano circa 130 miliardi di euro di risparmi della clientela, che hanno contribuito a incrementare del 138 per cento l’utile pre tasse della divisione nei primi nove mesi dell’anno in corso. Ora, dal prossimo gennaio, diverranno operativi i nuovi sette responsabili delle aree e la riorganizzazione entrerà nel vivo.
«Il nuovo modello della Banca dei Territori – evidenzia Stefano Barrese, responsabile dell’area Sales e marketing, che in questo momento ha funzioni di coordinamento tra le aree – è la naturale evoluzione del Piano di impresa. Abbiamo specializzato il modello secondo tre filiere, il Retail, il Personal e le Imprese per innalzare il livello di professionalità delle nostre persone e migliorare il servizio offerto ai nostri clienti, attraverso una maggiore focalizzazione».
La «Banca5»
«Le nostre 3.500 filiali – sottolinea Barrese – offriranno servizi transazionali a tutti i nostri clienti e gestiranno con un modello di servizio nuovo le famiglie con attività finanziarie inferiori ai 100 mila euro, le aziende retail (ovvero i piccoli negozi e le attività artigianali) e i cosiddetti clienti Banca5, ovvero coloro che hanno in essere un rapporto solo parziale con l’istituto. Abbiamo creato poi 800 filiali personal e 200 filiali imprese, veri e propri centri di eccellenza nella consulenza alla clientela». Barrese, con «Banca5», fa riferimento a una fascia importante di clientela: circa 5 milioni di persone poco conosciute all’istituto, su un totale retail pari a 8,5 milioni (mentre, con le aziende, la Banca dei Territori arriva a 11 milioni di clienti). Una clientela che usa parzialmente i servizi di Intesa (mediamente si appoggia all’istituto per un solo prodotto tra quelli offerti nelle aree carte di debito, carte di credito, investimenti, prestiti o assicurazioni) e che potrebbe invece intensificare il rapporto con la banca, che addirittura conta di raddoppiare i ricavi di quest’area nel corso del piano di impresa.
Anche il settore Corporate sta vedendo in queste settimane rifondare la propria struttura organizzativa, seguendo un disegno voluto dall’attuale responsabile e direttore generale del gruppo, Gaetano Miccichè.
Corporate
L’obiettivo è giungere a fine piano a ricavi per 3,4 miliardi di euro, con una crescita delle commissioni superiore al 25 per cento. La novità più significativa è che i gruppi industriali che afferiscono a quest’area – la Direzione Global industries fa capo a Teresio Testa – saranno non più suddivisi per area geografica o dimensione del fatturato, bensì per settore ( Oil & gas , Power & utilities , Automotive , Telecom & Medi a, Infrastructures , Luxury & consumer goods ).
Obiettivi ambiziosi
Infine, dalla matita di Messina, è uscito anche il tratteggio della nuova Capital light bank , una unità di business affidata a Giovanni Gilli. Al di là della leggerezza del nome, l’unità affidata a Gilli ha uno dei compiti più pesanti in ambito Banca Intesa, ovvero dismettere asset non core, in un’ottica di efficienza, per circa 23 miliardi di euro netti. Di questi, 2 miliardi sono il potenziale controvalore degli immobili, altri 2 miliardi sono le partecipazioni in società, circa 11 miliardi sono riconducibili a iniziative infrastrutturali e circa 8 miliardi sono i potenziali recuperi di valore da Non performing loans (Npl), ovvero prestiti ammalorati. Quest’ultima parte, gli Npl, potrebbero anche finire nel cosiddetto progetto Bad bank che Intesa con Unicredit sta cercando il modo di avviare unitamente a Kkr: al momento non ci sono ulteriori novità. Ma il complesso ridisegno della propria presenza sul territorio e l’approccio innovativo a diverse tipologie di business portano Intesa verso un 2015 che, oltreché garantire ai soci una cedola cash , apre alla banca una concreta possibilità di mettere definitivamente alle spalle gli anni della crisi del settore.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«La priorità oggi è la definizione di un piano concreto e coraggioso per fruire dei fondi dedicat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sempre più al centro degli interessi della politica, ora la Banca Popolare di Bari finisce uf...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il post-Covid come uno spartiacque. Le aspettative dei 340 investitori che hanno partecipato alla di...

Oggi sulla stampa