Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Così l’Europa ridurrà il debito greco

Saranno due settimane di intense trattative quelle tra qui e il 24 maggio, quando si terrà la prossima riunione dei ministri delle Finanze della zona euro. L’incontro dovrebbe servire a dare il via libera a una nuova tranche di aiuti alla Grecia, e soprattutto a trovare un primo accordo su un possibile alleggerimento del debito pubblico. Su questo fronte, la partita con il Fondo monetario internazionale non sarà facile; sul tavolo ci sono le linee-guida preparate dal Meccanismo europeo di Stabilità.
«Per la prima volta c’è stato un dibattito aperto e costruttivo sul debito» greco in seno all’Eurogruppo, ha detto ieri a Strasburgo il commissario agli affari monetari Pierre Moscovici, riferendosi alla riunione dei ministri di lunedì (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). L’uomo politico si è detto d’accordo con l’idea di «trattare il problema del debito nel breve termine senza cambiare il programma e senza tagli al valore nominale» e poi nel medio termine di vedere se «altre misure supplementari sono necessarie»”.
Nel 2012, e ancora nel 2015, i creditori si erano impegnati con la Grecia a valutare un alleggerimento del debito pubblico nel momento in cui il paese avrebbe registrato un attivo primario di bilancio. L’obiettivo raggiunto, Atene è tornata all’attacco, ottenendo lunedì dai suoi creditori la promessa di una prima valutazione tecnica. L’obiettivo, secondo i ministri, è di facilitare l’accesso al mercato, smussare la curva dei rimborsi, incentivare la modernizzazione dell’economia.
Prime riunioni tecniche si terranno nella seconda metà di questa settimana, sulla base di un rapporto presentato ai ministri dai vertici del Meccanismo europeo di Stabilità (noto con l’acronimo inglese Esm). Il documento contiene due parti. La prima è un’analisi-scenario per scenario della sostenibilità del debito greco da qui al 2060. La seconda è un elenco delle possibili misure per alleggerire il debito, tenuto conto che per ora è esclusa qualsiasi riduzione del valore nominale.
Lo scenario più probabile considera che il debito pubblico greco dovrebbe toccare un picco nel 2016 al 182,9% del Pil, per poi scendere gradualmente al 104,9% del Pil nel 2060. Lo scenario peggiore si basa invece su una crescita più bassa e su un attivo primario di bilancio meno elevato: prevede quindi un netto aumento del debito pubblico, fino a toccare il 258,3% del Pil nel 2060. Altri due scenari si basano su previsioni economiche più ottimistiche.
Quanto alle misure per alleggerire il debito, queste sono quelle anticipate lunedì sera dall’Eurogruppo: un ulteriore allungamento delle scadenze dei prestiti (oggi la media è di 32 anni); una ulteriore riduzione dei tassi d’interesse, introducendo un tetto del 2,0%; limitare i rimborsi annui all’1% del Pil; il trasferimento alla Grecia dei profitti sui titoli greci detenuti dalla Banca centrale europea; l’uso – per rimborsare l’Fmi – del denaro messo a disposizione alla Grecia dall’Esm, ma mai utilizzato.
I ministri si sono accordati per misure di breve termine (da introdurre ora), di medio termine (alla fine dell’attuale terzo programma di aggiustamento nell’estate del 2018), e di lungo termine. Nel comunicato pubblicato lunedì sera si precisa che qualsiasi misura è condizionata al pieno rispetto del piano di politica economica concordato tra Atene e Bruxelles. La trattativa sull’alleggerimento del debito metterà a confronto soprattutto l’Fmi e i partner europei della Grecia.
L’organizzazione internazionale chiede generose misure di alleggerimento del debito. Alcuni paesi sono restii a concederle, ma spesso questi governi sono gli stessi che vogliono assolutamente che il Fondo partecipi al programma di aiuti da 86 miliardi di euro. «La riunione dell’Eurogruppo di lunedì sera – spiega un partecipante – è stata sorprendentemente costruttiva. Vediamo se i prossimi giorni confermeranno un cambio di atmosfera».

Beda Romano

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Non sapevo che Caltagirone stesse comprando azioni Mediobanca. Ci conosciamo e stimiamo da tanto t...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Primo scatto in avanti del Recovery Plan italiano da 209 miliardi. Il gruppo di lavoro "incardinato"...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La Cina ha superato per la prima volta gli investimenti in ricerca degli Stati Uniti. Pechino è vic...

Oggi sulla stampa