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Corte Ue, via libera al piano Draghi

La Corte europea di giustizia ha dato ieri il via libera al piano anti-crisi Omt, lanciato due anni fa dalla Banca centrale europea per soccorrere i Paesi dell’eurozona in difficoltà e finora mai utilizzato.
La pronuncia dovrebbe sciogliere i dubbi sui margini di manovra della Bce nel varare la settimana prossima l’atteso acquisto di titoli pubblici, il cosiddetto quantitative easing (Qe), senza incorrere in limitazioni di tipo legale. In un’intervista al settimanale tedesco “Die Zeit”, il presidente della banca, Mario Draghi, ha nuovamente lasciato intendere che è pronto per l’annuncio, anche se le modalità sono ancora da definire. «Tutti i membri del consiglio – ha detto Draghi – sono totalmente impegnati al rispetto del nostro mandato. Naturalmente, ci sono differenze su come questo dovrebbe essere fatto, ma non è che abbiamo un numero illimitato di opzioni». Draghi ha ripetuto anche che l’euro è «irreversibile».
Uno degli avvocati generali della Corte europea di giustizia, Pedro Cruz Villalon, ha sostenuto nella sua opinione (alla quale farà seguito, fra qualche mese la sentenza definitiva, che di solito ricalca il parere) che il piano Omt era «necessario» e che «in principio» è in linea con la legislazione europea. Il caso era stato inviato alla Corte del Lussemburgo dalla Corte costituzionale tedesca, che aveva invece rilevato diversi aspetti in cui l’Omt potrebbe essere in contrasto con i Trattati europei. La Corte tedesca si è riservata di riprendere la questione dopo la pronuncia del foro europeo e molti euroscettici tedeschi, dal presidente di Alternative fuer Deutschland, Bernd Lucke, all’economista Hans-Werner Sinn, sostenevano ieri che si profila un conflitto fra le due corti.
Nel suo parere, diffuso stamattina, Cruz Villalon sostiene che la Bce deve poter godere di «ampia discrezionalità» nel decidere e mettere in atto la politica monetaria dell’eurozona, un aspetto sottolineato nei primi commenti dal membro del consiglio esecutivo della Bce, Yves Mersch. L’avvocato generale della Corte europea afferma che i giudici «devono esercitare un notevole grado di cautela quando sottopongono a revisione l’attività della Bce, in quanto non hanno il know-how e l’esperienza che la banca ha su questi temi». Un’osservazione che può essere interpretata come un richiamo ai colleghi tedeschi.
La Bce comunque, secondo il giudice europeo, deve assicurarsi che il piano Omt resti un intervento di politica monetaria e non la coinvolga negli aiuti finanziari ai Paesi coinvolti. Un’osservazione che può essere letta come un’indicazione alla banca di tenersi fuori dalla troika (formata anche da Commissione europea e Fondo monetario), che finora ha negoziato con i Paesi in crisi. L’Omt prevede che la Bce possa acquistare titoli di un Paese in crisi, solo una volta che questo abbia concordato un piano di aiuti e un programma economico con le autorità europee. Cruz Villalon chiede anche che l’istituto di Francoforte precisi meglio, nel caso che il piano venga messo in atto, le circostanze straordinarie nelle quali viene adottato e le ragioni della sua applicazione.
Anche se formalmente i due casi sono distinti, il via libera all’Omt scioglie di fatto molti dubbi su eventuali limiti di carattere giuridico al Qe, che a sua volta comporta l’acquisto di titoli pubblici, anche se in questo caso di tutti i Paesi dell’eurozona e con l’obiettivo di impedire la deflazione. Una decisione è attesa il prossimo 22 gennaio, ma i termini del Qe sono ancora in discussione all’interno del consiglio, dove c’è una forte opposizione, soprattutto da parte del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann, e dall’altro membro tedesco, Sabine Lautenschlaeger, oltre che dal governatore della Banca centrale olandese, Klaas Knot. Anche se, nel caso Omt, la Corte ha riconosciuto che gli interventi non sono sottoposti a un tetto, è probabile che nel Qe, proprio per ridurre i contrasti, la Bce accetti di limitare l’importo. Qualsiasi decisione prenda è probabile che vada incontro ad altri ricorsi in Germania.
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