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Corte brevetti Ue a Milano Anche la Lombardia in campo

Scende in campo anche la Regione Lombardia, per dare pieno sostegno all’appello lanciato la settimana scorsa dal presidente dell’ordine degli Avvocati milanesi, Remo Danovi, a lavorare a un piano strategico per portare a Milano una delle sedi centrali del Tribunale unificato dei brevetti che dovrebbe nascere nel 2019 e attualmente è destinato a Londra.
La Regione – che già con l’ex “governatore” Roberto Maroni e il sindaco di Milano, Giuseppe Sala aveva espresso, dopo l’esito del referendum Brexit, pieno sostegno a “candidare” Milano in caso di “trasferimento” di sede – ha dunque rilanciato il «pieno sostegno» anche dell’attuale presidente, Attilio Fontana: «La Lombardia è la prima regione italiana per numero di brevetti: 1.424 all’anno, cioè il 30% del totale nazionale. In particolare nella provincia di Milano si producono 565 domande di brevetto all’anno, cioè oltre il 52% del totale della regione». Oltre a fornire l’occasione di rilanciare il “brand Milano” a livello internazionale, potrebbe configurarsi una sorta di riconoscimento per l’Italia dopo la delusione per la mancata assegnazione della sede dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, andata, dopo un testa a testa e un sorteggio, ad Amsterdam.
Certo, per avere qualche chance servirà una sinergia politica a più livelli. Come ha ricordato il presidente degli avvocati milanesi, Remo Danovi, occorre «sollecitare il nuovo governo, il parlamento e i parlamentari europei, le istituzioni lombarde e i rappresentanti del mondo produttivo e delle professioni, affinché sostengano nelle sedi politiche e istituzionali la richiesta di Milano».
Il presidente nazionale degli avvocati, Andrea Mascherin, è pronto a sollecitare sul tema gli ospiti politici che parteciperanno tra 2 settimane, a Catania, al Congresso nazionale forense.
Intanto, dal prestigioso Max Planck Institut di Monaco di Baviera giunge un inatteso “sostegno” alle tesi giuridiche che propendono per uno spostamento della sede del Tribunale unitario all’interno di un Paese Ue. Nel report The Impact of Brexit on Unitary Patent Protection and its Court, si evidenzia che, sebbene i tribunali unitari dei brevetti nascano sulla base di un accordo di “cooperazione rafforzata”, cioè sulla base di un accordo internazionale tra Stati, il brevetto unitario è invece “figlio” di un regolamento Ue e sarà disciplinato dal diritto comuniatrio. Dunque, la protezione brevettuale è parte integrante del sistema giudiziario europeo e una sede centrale della Corte Ue per i brevetti non può collocarsi a Londra».

Laura Cavestri

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