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Corsa in salita per le opere dell’Expo

Salta il Cipe che avrebbe dovuto affrontare i finanziamenti per alcune opere di Expo: se ne parlerà, se tutto va bene, la settimana prossima. Intanto il bicchiere degli investimenti garantiti dal decreto del Fare per il 2015 è ancora mezzo vuoto: il pre-Cipe di due giorni fa ha assicurato 172 milioni per la metro 4 di Milano, ma non c’è ancora certezza finché non ci sarà una decisione del Cipe e del Consiglio dei ministri. È stato invece già affrontato e risolto il problema dei 330 milioni per la Tangenziale esterna di Milano, che ha incassato risorse certe dal decreto interministeriale del Fare (senza bisogno cioè di un passaggio al Cipe). Per quanto riguarda invece la Rho-Monza, il Cipe ha garantito l’8 agosto 55 milioni. Infine, nonostante le richieste delle istituzioni locali, nessuna risorsa per la Pedemontana lombarda. Il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, aveva chiesto circa 500 milioni per rifinanziare l’opera, in aggiunta alle erogazioni pubbliche già previste, pari a 1,2 miliardi. Ma niente di fatto. E tuttavia, visto il piano finanziario, le nuove risorse non sarebbero state comunque sufficienti a garantire la realizzazione dell’opera.
Tornando alla linea 4 della metropolitana di Milano, negli ambienti vicini al Comune di Milano, l’esito del pre-Cipe sembra comunque tranquillizzante. Dal governo infatti ci sarebbero state delle rassicurazioni. Il piano finanziario della metropolitana sarà quindi forse più chiaro tra una settimana. Se tutto andrà bene l’opera, del valore di circa 1,9 miliardi (per 22 fermate complessive da Linate alla zona di Lorenteggio), potrà contare complessivamente su 958 milioni di risorse pubbliche, di cui: 480 milioni provenienti dai fondi Expo; 240 milioni garantiti dalla legge Obiettivo del 2008; circa 10 milioni della legge 222 del 2007; 56 milioni di fondi europei Fas; 172 milioni, come detto, in arrivo col decreto del Fare, se tutto andrà bene. Poi, entro fine anno, dovrà essere stipulata la convenzione con la società M4 ed entro giugno 2014 dovranno essere reperite le risorse private.
Sebbene Comune e società abbiano ricevuto assicurazioni sotto il profilo dei finanziamenti, la corsa verso il 2015 resta comunque in salita. Ormai i ritardi accumulati non sono recuperabili. Le talpe inizieranno i lavori di scavo del tunnel non prima di inizio 2014 e l’obiettivo massimo è riuscire a fare un collegamento con una sola fermata tra Linate e la stazione Forlanini, da cui poi i viaggiatori potranno prendere il passante ferroviario per muoversi verso l’area Nord di Milano. Questo nella migliore delle ipotesi. Tuttavia a Palazzo Marino regna pure l’incertezza che la metro possa essere del tutto inagibile al pubblico nel 2015, e che quindi in sostanza ci si debba accontentare di prendere le risorse Expo grazie all’avvio dei lavori, puntando a completare l’opera per il 2018. Già così sarebbe un risultato non deprecabile per l’amministrazione guidata da Giuliano Pisapia, che per il 2015 sta tentando la corsa per la chiusura della metro 5 nei tempi giusti, mettendola in funzione proprio con l’inizio dell’Expo nel maggio 2015.
Tira invece un leggero sospiro di sollievo la Tangenziale esterna, a cui è stato assicurato un finanziamento pubblico da 330 milioni con una via privilegiata. L’opera, del valore di circa due miliardi (per 32 chilometri di strada), dovrà ora affrontare un aumento di capitale, già deliberato, del valore di 245 milioni. L’equity versato arriverà così a 445 milioni. Si attende inoltre un prestito subordinato da 115 milioni entro fine 2013. Poi, chiusi questi passaggi che ormai sembrano certi, si potrà realizzare il project financing e dare all’infrastruttura un piano finanziario certo. In questo caso l’alleggerimento della presenza pubblica nella società Te (cioè di Serravalle, tramite la holding Tem) ha favorito la velocizzazione delle decisioni. Si tratta tuttavia, anche in questo caso, di una corsa ad ostacoli per il 2015: non è affatto scontato che la strada sarà completata tra un anno e mezzo, e molti ritengono che solo il cosiddetto arco Tem – sette chilometri di strada collegati alla Brebemi – sarà pronto per l’Expo.

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