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Corsa del petrolio, utile record per l’Eni

di Gabriele Dossena

MILANO— A un soffio dai 100 miliardi di ricavi e con profitti per 6,32 miliardi. Il preconsuntivo 2010 dell’Eni mostra valori tutti in crescita, e a due cifre: +18,2%i ricavi (saliti a 98,36 miliardi); +44,7%il risultato netto (rispetto ai 4,37 miliardi dell’anno precedente). Lasciata alle spalle la battuta d’arresto del 2009, annus horribilis per l’industria petrolifera mondiale, e trainato dall’ «eccellente risultato» delle attività exploration and production (+46,4%grazie anche alla ripresa del prezzo del petrolio e al rafforzamento del dollaro), l’utile del cane a sei zampe è così tornato a correre. E poteva anche essere più consistente, dal momento che sui conti ha pesato lo «stanziamento straordinario al fondo rischi ambientali di 1.109 milioni» , che ha prodotto «un minor utile netto di 783 milioni» , come precisa una nota del gruppo, guidato da Paolo Scaroni. Uno stanziamento— viene sottolineato— reso necessario per chiudere con una transazione il contenzioso aperto con il ministero dell’Ambiente per la bonifica di nove siti industriali sparsi in tutta Italia, dove sono stati avviati «interventi di bonifica e riparazione ambientale» . Confermato quindi il dividendo di 1 euro per azione, in linea con il 2009, di cui 50 centesimi distribuiti lo scorso settembre come acconto, mentre il dividendo a saldo sarà messo in pagamento a partire dal 26 maggio (con stacco della cedola il 23 maggio). «Nel 2010 Eni ha conseguito risultati operativi e finanziari tra i migliori della concorrenza» , ha commentato Scaroni. Che ha aggiunto: «Nell’exploration and production, dove abbiamo registrato una produzione record, abbiamo posto le basi per la nostra futura crescita grazie all’ingresso in nuovi Paesi: Togo, Repubblica democratica del Congo, Polonia. Abbiamo anche rafforzato la posizione in aree di nostra tradizionale presenza, quali Venezuela e Iraq, dove vediamo prospettive di alto potenziale produttivo. Eni, grazie al suo eccellente posizionamento strategico, continuerà a generare risultati al top dell’industria e a creare valore per gli azionisti» . E già ieri a Piazza Affari il titolo ha brindato ai risultati conseguiti nell’anno appena concluso, facendo guadagnare al titolo lo 0,11%portandolo a 18,42 euro: un livello che riporta il valore della azioni del cane a sei zampe ai massimi dall’ottobre 2008. Passando ai dati operativi, va segnalato che nell’ultimo trimestre 2010 la produzione di idrocarburi ha sfiorato la fatidica soglia dei 2 milioni di barili al giorno, attestandosi a quota 1,954 milioni (mentre per l’intero anno è previsto un livello di 1,815 milioni di barili al giorno) spinta dall’avvio di 12 giacimenti, tra cui in particolare quello di Zubair in Iraq. Unica nota negativa l’andamento delle vendite di gas, scese nei 12 mesi del 6,4%a poco più di 97 miliardi di metri cubi, trainate in basso dall’Italia dove il calo è stato addirittura del 14,4%. In serata si è aggiunta la notizia della firma di nuovi accordi tra Eni e Gazprom. Scaroni e il suo omologo del colosso russo, Alexey Miller, hanno siglato anche un’intesa che porterà alla cessione a Gazprom del 50%della quota Eni (33%) nel consorzio impegnato nello sviluppo del giacimento petrolifero libico Elephant (170 milioni di dollari la valutazione del valore della quota ceduta dall’Eni). 

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