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Corsa contro il tempo a Cipro

A Cipro l’allarme per la situazione finanziaria rimane al massimo livello. Ma c’è una buona notizia per i risparmiatori: non dovrebbero esserci prelievi sui conti bancari. La Bce ha lanciato un ultimatum agli istituti di credito dell’isola: l’attuale livello di liquidità di emergenza sarà mantenuto soltanto fino a lunedì. L’assistenza potrebbe essere riconsiderata in presenza di un programma dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale che assicuri la solvibilità delle banche in difficoltà. Bruxelles parla di «rischi sistemici» e sollecita a «lavorare a una soluzione».

Nicosia però insiste: niente prelievo forzoso sui conti dei risparmiatori, almeno salvaguardando quelli fino a 100 mila euro. Così il governo e i partiti ciprioti si sono accordati sulla creazione di un fondo di solidarietà per contribuire al salvataggio del comparto finanziario. La proposta era già pronta ieri in serata per essere dibattuta in parlamento. «Sono ottimista che ci sarà una soluzione, l’obiettivo di tutti è evitare il fallimento di Cipro», ha detto Averof Neofitu, leader del partito governativo cipriota Disy, al termine di una riunione tra il presidente cipriota, il conservatore Nikos Anatasiades, i leader dei partiti e la banca centrale. Alcuni funzionari hanno rivelato che la proposta comprende la nazionalizzazione dei fondi pensione. Il nuovo fondo di solidarietà dovrebbe comprendere in garanzia anche asset del settore immobiliare e della chiesa di Cipro, nonché i diritti sullo sfruttamento dei giacimenti di gas. Per contro saranno emessi bond non riscattabili. L’idea della tassa una tantum sui depositi è stata quindi accantonata, ha confermato Demetris Syllouris, leader dell’European Party, aggiungendo che il fondo potrebbe assumere una forma societaria e attrarre l’interesse di investitori esteri, permettendo a Cipro di raccogliere più dei 5,8 miliardi di euro richiesti dai creditori internazionali in cambio del pacchetto di aiuti da 10 mld.

Intanto non si placano le speculazioni sul possibile smembramento della banca cipriota Laiki (Banca popolare, in greco), nonostante le smentite ufficiali su piani di chiusura. Secondo indiscrezioni riferite da Dow Jones, il governo punterebbe a spezzettare la banca in due tronconi, separando le attività sane da quelle problematiche per farla fondere con la Banca di Cipro, primo istituto del paese.

La Russia, dal canto suo, ha avvertito che il prelievo straordinario sui depositi bancari è una misura sbagliata, che in futuro potrebbe essere estesa ad altri paesi dell’Eurozona. Cipro sta trattando con Mosca per un prestito: ha offerto quote bancarie e partecipazioni nei suoi giacimenti di gas naturale in cambio di aiuti finanziari. Il primo ministro Dmitry Medvedev ha chiesto che qualsiasi piano di aiuti da definire per combattere la crisi coinvolga tutte le parti interessate, compresa la Russia. Intanto Fitch rassicura: la crisi cipriota «non ha implicazioni immediate» sui rating sovrani dell’Eurozona.

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