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Corsa al Pin per la precompilata

Dall’inizio dell’anno l’agenzia delle Entrate ha fornito ai contribuenti mezzo milione di Pin, i codici personali necessari per accedere al portale Fisconline e scaricare da internet il modello 730 precompilato. In pratica, tra gennaio e marzo si sono accreditati tanti utenti come in tutto il 2014.
A due settimane dal 15 aprile – data a partire dalla quale la precompilata sarà disponibile online – cresce l’interesse dei cittadini e accelera la corsa alle credenziali d’accesso. Con le ultime attivazioni, i contribuenti “persone fisiche” abilitati a Fisconline sono circa 2,5 milioni, ai quali si aggiungono altri 4,5 milioni di cittadini che potranno scaricare il 730 usando il Pin dispositivo dell’Inps.
Le opzioni del contribuente
Mettendo insieme i due tipi di codice, si può stimare che i contribuenti teoricamente in grado di accedere direttamente alla precompilata saranno circa 7 milioni. Un numero molto alto – soprattutto se si considera che siamo al primo anno di attuazione del 730 online – ma che arriverà a coprire poco più di un terzo dei 20 milioni di dichiarazioni precompilate che saranno predisposte dall’Agenzia.
Il grosso dei 730, di fatto, sarà gestito anche quest’anno attraverso i canali tradizionali dell’assistenza fiscale, perché i contribuenti che non hanno il Pin (o non vogliono usarlo) potranno sempre affidare la pratica a un Caf, a un professionista abilitato o al sostituto d’imposta (se offre il servizio di assistenza fiscale).
D’altra parte, la novità del 730 online potrebbe spingere molti cittadini ad abilitarsi via internet o negli uffici delle Entrate anche nelle prossime settimane (si veda la scheda).
Il download dei dati
Seguendo la nuova filosofia della dichiarazione, per chi è in grado di farlo, conviene senz’altro “andare a vedere” il modello precompilato, verificando se contiene già tutte le informazioni necessarie. In questo caso, infatti, il contribuente può accettarlo così com’è direttamente dal proprio computer tra il 1° maggio e il 7 luglio, evitando i controlli documentali e garantendosi il versamento diretto dei rimborsi anche di valore superiore a 4mila euro (una casistica, quest’ultima, che l’anno scorso ha comunque riguardato solo lo 0,4% dei contribuenti). Al contrario, se la dichiarazione va modificata o integrata con le informazioni mancanti, ad esempio quelle sui mobili acquistati nel 2014, il contribuente potrà scegliere se seguire il fai-da-te oppure rivolgersi a un Caf o a un professionista. Nel primo caso, non pagherà nulla, ma sarà esposto ai controlli del fisco. Nel secondo caso, invece, dovrà pagare il servizio, ma sarà protetto dallo scudo del visto di conformità.
Secondo le previsioni della vigilia, la precompilata dovrà essere integrata nel 70-80% dei casi, ma il contribuente potrà fare una valutazione di convenienza. Ad esempio, se nel 2014 ha fatto lavori di ristrutturazione che valgono 2mila euro di detrazione, potrebbe scegliere di affidare l’integrazione del modello a un intermediario per dormire sonni tranquilli. Al contrario, se in ballo ci sono spese sanitarie che superano di poco la franchigia di 129,11 euro, potrebbe scegliere di integrare da sé la dichiarazione o – al limite – rinunciare a pochi spiccioli di detrazione e accettarla così com’è.
Superato il modello cartaceo
Resta il caso dei contribuenti che fino all’anno scorso erano abituati a compilare da soli il 730, ma su carta, e poi a consegnarlo al Caf per la trasmissione gratuita al fisco.
Questa possibilità non è più menzionata nelle istruzioni al 730, e quindi i Caf sono orientati a far pagare anche questi contribuenti. Trattandoli, in pratica, al pari di coloro che si limitano a firmare la delega per il download e l’invio del precompilato. D’altra parte, quando trasmette un qualsiasi 730, il Caf applica il visto di conformità nella versione “pesante” del 2015, assumendosi la responsabilità delle eventuali imposte non pagate, oltre che delle sanzioni e degli interessi.
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