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Corsa ai Btp, le richieste superano quota 110 miliardi

Un successo senza precedenti nella lunga storia delle emissioni del debito pubblico italiano, con ordini di sottoscrizione di nuovi titoli per oltre 110 miliardi a fronte di un’offerta da parte del Tesoro pari a 16 miliardi. Eppure anche in presenza di un fortissimo interesse per le emissioni italiane da parte degli investitori, ieri lo spread tra il Btp e il Bund a 10 anni si è impennato fino a 270 punti base, per poi chiudere a 263 punti. Segno che la volatilità rimane molto elevata nell’imminenza del prossimo vertice dei primi ministri dei Paesi dell’eurozona.

Ieri il Tesoro ha lanciato tramite un sindacato di collocamento un nuovo Btp «benchmark» (riferimento) a 5 anni e contemporaneamente ha provveduto alla « riapertura» del Btp «benchmark» con scadenza a 30 anni con rimborso al 1° settembre 2050. «Si è trattato di un risultato eccezionale e non ho memoria di altre operazioni di questa portata» ha commentato Stefano Inguscio di Banca Imi. Il Tesoro non ha ancora fornito i dati sulla provenienza degli ordini, ma fonti di mercato ipotizzano che oltre il 50% dell’ammontare delle due emissioni sia stato sottoscritti da investitori istituzionali esteri. Quindi banche, assicurazioni, fondi pensione e fondi di investimento di Paesi come Francia, Germania, Spagna e Stati Untiti. «Il fatto che siano piovuti così tanti ordini da investitori internazionali è indicativo del notevole grado di interesse per i titoli del debito pubblico italiano, anche in presenza di emissioni molto consistenti da parte di altri Paesi di area euro», conclude Inguscio.

Per quanto riguarda il nuovo Btp « benchmark» a 5 anni, il titolo ha scadenza 1° luglio 2025, godimento 28 aprile 2020 e tasso annuo dell’1,85%, pagato in due cedole semestrali. L’importo emesso è stato pari a 10 miliardi. Il titolo è stato collocato al prezzo di 99,663 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione dell’1,928%.

Nel caso del Btp benchmark a 30 anni con scadenza 1° settembre 2050 e cedola 2,45%, l’importo emesso è stato pari a 6 miliardi. Il titolo è stato collocato al prezzo di 87,186 corrispondente ad un rendimento lordo del 3,129%, superiore di 295 punti a quello del Bund tedesco di pari durata. Hanno preso parte al collocamento sei istituti «lead manager»: Banca Imi, Bofa Securities Europe, Deutsche Bank, JP Morgan Securities, Nomura e Société Générale e altri dieci specialisti in titoli di Stato italiani in qualità di co-lead manager.

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