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Corsa agli aiuti, 550 domande al minuto

Alle 18 di ieri, primo giorno per chiedere i contributi a fondo perduto previsti dal decreto legge Sostegni, erano già arrivate più di 230mila domande. In pratica, 550 al minuto, osserva l’Agenzia delle Entrate, destinataria delle stesse.

Per chiedere gli indennizzi, la platea dei potenziali beneficiari, costituita da circa 3 milioni di imprese e partite Iva, ha tempo fino al 28 maggio, e gli oltre 11 miliardi stanziati basteranno per tutti, garantisce il governo. I ristori dovrebbero essere in media di 3.700 euro, anche se molte categorie, in particolare quelle più colpite dalle restrizioni legate alla pandemia, lamentano l’esiguità degli importi. Che sono calcolati in base al fatturato annuo, sempre che esso, nel 2020 abbia subito una perdita media mensile di almeno il 30% rispetto al 2019. In questo caso il contributo sarà articolato in 5 fasce : indennizzo pari al 60% dell’ammontare della perdita per i soggetti con ricavi fino a 100 mila euro; del 50% per quelli fra 100 mila e 400 mila euro di fatturato; del 40% tra 400 mila e un milione; del 30% tra 1 e 5 milioni; del 20% tra 5 e 10. Le imprese con fatturato superiore a 10 milioni non hanno diritto al ristoro.

L’Agenzia delle Entrate, guidata da Ernesto Maria Ruffini, si è impegnata a versare il contributo spettante, di norma, entro due settimane dalla domanda, con un bonifico sul conto corrente indicato dal richiedente. Un meccanismo già collaudato con i 3,3 milioni di indennizzi corrisposti nel 2020 in seguito al decreto legge Rilancio, al decreto Agosto, ai quattro decreti Ristori e al decreto Natale, per un importo complessivo di 10 miliardi. Per ogni domanda l’Agenzia delle Entrate svolgerà delle verifiche sui dati dichiarati. In particolare, sull’esistenza dei requisiti di perdita del fatturato; sulla correttezza del codice fiscale e dell’iban, che deve essere intestato o cointestato al richiedente. Fatti i controlli, l’Agenzia comunicherà telematicamente l’accettazione o il rifiuto motivato della domanda. Nel primo caso indicherà anche l’avvenuto mandato di pagamento del contributo e il relativo importo oppure il riconoscimento del credito d’imposta, se questa è stata la scelta del richiedente. A quel punto in pochi giorni i soldi dovrebbero arrivare sul conto corrente. In tutto, stima l’Agenzia, se la pratica non incontrerà ostacoli, verrà chiusa appunto in un paio di settimane.

Mentre arriveranno i primi indennizzi il decreto Sostegni affronterà la prima lettura in Senato. Il termine per gli emendamenti in commissione è stato fissato al 9 aprile. Molti ne verranno presentati per rafforzare i ristori, ma il margine che il governo ha lasciato per le correzioni parlamentari è di appena 500 milioni. Ci potranno quindi essere solo aggiustamenti. Misure più corpose potranno arrivare invece con il decreto legge che il governo potrebbe approvare dopo la presentazione del Def (Documento di economia e finanza), a metà mese, e la contestuale richiesta alle Camere di un nuovo «scostamento di bilancio» per il 2021, cioè un aumento del deficit (si parla di altri 20 miliardi), dopo quello da 32 miliardi autorizzato proprio per finanziare il decreto Sostegni.

Del resto, la crisi continua e lo stesso Def dovrà correggere al ribasso le stime di crescita del Pil per quest’anno: dal 6% previsto a ottobre al 4-4,5%. Proprio ieri il Fondo monetario internazionale ha diffuso la sua nuova stima, pari al 4,25%, migliore del 3% previsto a gennaio. Secondo il Fmi, la forza della ripresa dipenderà anche dalla capacità di utilizzare le risorse europee che arriveranno sulla base del Recovery plan che il governo presenterà alla fine di aprile.

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