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Corsa a tre per il rinnovo di Ubi

Sarà corsa a tre per il rinnovo del Consiglio di Sorveglianza di Ubi. A meno di un mese dall’assemblea dei soci, convocata a Bergamo per sabato 20 aprile, ieri sera scadeva il termine per depositare le liste e, come previsto, nella sede del gruppo ne sono arrivate tre. A sfidare la compagine presentata dal consiglio uscente, che ha come capolista l’industriale Andrea Moltrasio, ci sarà la lista “federale” Ubi Banca – Ci siamo guidata da Giorgio Jannone ma anche la terza bergamasca, con il bocconiano Andrea Resti al primo posto.
Il voto decisivo sarà quello dell’assemblea, ma intanto ieri sia la lista Jannone che quella guidata da Resti hanno sottolineato di essere riuscite a raccogliere 700 firme, più delle 500 necessarie, mentre le candidature promosse dal consiglio uscente, si apprende, sarebbero state circa 900: numeri, questi, che verranno verificati nei prossimi giorni, mentre a fine settimana scade il termine per presentare i documenti che attestano la titolarità delle azioni dei firmatari.
Le prossime settimane si preannunciano calde. Ieri sera, il consigliere delegato Victor Massiah è stato a Iseo per la seconda serata del road show organizzato dall’Associazione banca lombarda e piemontese: come già accaduto lunedì scorso a Darfo, Massiah ha illustrato i traguardi centrati dal gruppo in questi anni, dalla salvaguardia del dividendo nel 2012 fino alle misure per la riduzione dei costi, così come i punti di forza della lista guidata da Moltrasio, che prevede un rinnovamento della Sorveglianza per i due terzi.
Pesanti critiche sulla gestione e richiesta di un confronto pubblico tra i candidati arrivano invece da parte di Giorgio Jannone. «Siamo davvero soddisfatti – ha dichiarato ieri –. I risultati sono andati oltre ogni più rosea previsione: in pochi giorni abbiamo raccolto circa 700 firme autenticate di soci a nostro sostegno in rappresentanza di circa 7,4 milioni di azioni Ubi (ne erano necessarie 4,5, ndr)». Numeri che spingono il presidente della Cartiere Pigna a chiedere, come si diceva, un dibattito pubblico, aperto anche ai lavoratori.
Sempre ieri, nel pomeriggio, è arrivata la lista Ubi, banca popolare!. Diciotto i nomi in elenco, con
in testa Andrea Resti, 47 anni, docente alla Bocconi e membro del comitato consultivo dell’Autorità Bancaria Europea. Oltre a difendere la natura di banca popolare, i candidati puntano a «custodire e far crescere un’istituzione che deve continuare a produrre reddito per i suoi soci, ma anche sviluppo per le economie di riferimento, occupazione qualificata per i giovani, garanzie di oculata gestione del risparmio per le famiglie».
Il responso, come si diceva, in assemblea, un appuntamento che quest’anno si preannuncia particolarmente affollato. Delle tre liste in corsa, solo due troveranno posto nella Sorveglianza: se i secondi arrivati ottengono almeno il 30% dei consensi potranno contare su cinque consiglieri nella sorveglianza (su un totale di 23), con il 15-30% i rappresentanti saranno tre, sotto il 15% uno solo. Morale: se la lista espressione della continuità resta la “squadra da battere”, è probabile che la maggioranza in consiglio non sarà più di quelle bulgare a cui si è assistito in passato.
Ieri anche il titolo Ubi è stato vittima del lunedì nero dei bancari: il titolo ha perso il 4,76% scendendo sotto i 3 euro.

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