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Corsa a Enel e Fiat tornano i corporate bond

di Federico De Rosa

MILANO — La «corporate Italy» si riaffaccia sul mercato dei bond. Dopo un primo semestre tiepido e un giugno gelido, in cui il mercato obbligazionario, non solo quello italiano, è rimasto a secco per paura del default della Grecia e la conseguente impennata dei rendimenti, luglio si è aperto con due maxiemissioni firmate da Fiat ed Enel. E prima delle vacanze estive potrebbe arrivarne una terza dall’Eni. Evidentemente il via libera al nuovo salvataggio di Atene ha ridato fiducia alle aziende, soprattutto quelle europee, che nei primi sei mesi dell’anno, complice la prudenza, erano rimaste alla finestra in attesa di tempi migliori e, soprattutto di un calo dei rendimenti. Da gennaio a giugno solo il 25%dei 3 mila miliardi di dollari di bond corporate collocati nel mondo sono stati di aziende europee, contro il 68%della corporate America. Ma il clima sembra cambiato. E Fiat ed Enel hanno approfittato della prima finestra positiva per tornare sul mercato: la prima per fare liquidità, la seconda per allungare la scadenza del debito. Il Lingotto ieri ha collocato 1,5 miliardi di euro di obbligazioni in due tranche: la prima a 3 anni da 900 milioni con rendimento lordo del 6,125%e una seconda da 600 milioni, scadenza nel 2018 e cedola lorda del 7,375%. Rendimenti elevati in entrambi i casi per via del premio legato al livello di rating della Fiat (Ba1 da Moody's, Bb+da Fitch e Bb da S&P). Non potranno però beneficiarne i risparmiatori in caccia di rendimenti migliori di quelli dei titoli di Stato, l’emissione è infatti riservata agli investitori istituzionali e la tranche minima di titoli che si può sottoscrivere è di 100 mila euro. Stessi vincoli dei due bond emessi dall’Enel. La società guidata da Fulvio Conti ha collocato ieri 1,75 miliardi di euro di bond, in due tranche, ricevendo ordini per oltre 7,5 miliardi. Il primo collocamento ha riguardato obbligazioni a sei anni per 1 miliardo di euro con cedola lorda del 4,125%, il secondo, da 750 milioni di euro, ha scadenza nel 2021 e rendimento del 5%. Gran parte delle emissioni sarebbe finita in Gran Bretagna, Francia e Germania, mentre gli investitori italiani avrebbero sottoscritto poco più dell’ 8%dell’emissione a sei anni e il 9%circa di quella a dieci. Se non ci saranno altri colpi di scena da Atene o da Bruxelles la prossima potrebbe essere l’Eni. Il cane a sei zampe sta lavorando a un bond da almeno 1 miliardo di euro riservato agli investitori istituzionali, che vorrebbe collocare prima della pausa estiva. Anche perché per settembre il gruppo guidato da Paolo Scaroni avrebbe già in programma una maxiemissione da 2 miliardi di euro. Stavolta destinata ai risparmiatori.

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