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Corrono le Borse, spread a 434

Il mancato taglio dei tassi da parte della Banca centrale europea non spaventa i mercati. Anzi li spinge a cercare il messaggio positivo nascosto ieri tra le parole del presidente Mario Draghi. E il messaggio è chiaro: l’Eurotower è «pronta ad agire», ad attuare una mossa espansiva qualora servisse. Parole che hanno avuto la funzione di rassicurare gli investitori, convincendoli che la rete di salvataggio c’è e funziona. Un messaggio che, combinato alle parole del presidente della Fed di Atlanta, Dennis Lockhart («dovranno essere considerate azioni espansive per sostenere il recupero dell’economia»), ha fatto da propellente agli acquisti. Londra è salita del 2,3%, Parigi del 2,4%, Francoforte del 2,1%. Bene anche Madrid (+2,4%), che pure deve fare i conti con le traballanti condizioni delle banche iberiche. Ma la migliore piazza d’Europa è stata Milano, che ha messo a segno un tondo +3,5% grazie ai rialzi dei titoli del credito. In scia si è mossa anche Wall Street, dove il Dow Jones è salito del 2,35%, l’S&P 500 del 2,30%.
Giornata sull’ottovolante
Non che l’intera giornata sia stata dominata solo dall’euforia. Dopo una mattinata positiva, ma molto volatile, l’umore si è fatto più cupo nel primo pomeriggio. Sia chiaro: il mancato taglio dei tassi era ampiamente scontato, tanto che all’annuncio gli spread sui titoli di Stato sono rimasti invariati. A scuotere gli indici sono state piuttosto le risposte che Draghi ha dato ai giornalisti nella prima parte della conferenza stampa. Le sale operative si sono concentrate inizialmente sulla previsione che l’inflazione resterà oltre il 2% fino a fine anno. In verità, nulla di nuovo sotto il sole (la Bce ha solo ridotto la forbice previsionale, lasciando il valore medio al 2,4% come tre mesi fa), ma subito si è temuto che, così dicendo, Draghi volesse allontanare anche l’ipotesi di un futuro taglio dei tassi. Conseguenza: sono scattate le vendite sull’euro, sui titoli azionari e sui titoli di Stato periferici. Al contrario, sono aumentati gli acquisti di beni rifugio, come i Bund. A partire dalle 15, invece, lo scenario si è ribaltato: Draghi ha svelato che il consiglio della Bce aveva discusso di una possibile sforbiciata al costo del denaro e che alcuni consiglieri Bce avrebbero «preferito una mossa espansiva». Parole che sono state subito interpretate come il chiaro segnale che l’istituto di Francoforte ha forse solo rimandato al meeting di luglio l’operazione di alleggerimento del tasso. Ecco perchè, da quel momento, l’euro e le borse hanno ripreso quota fino alla chiusura.
Spread in calo, bene le banche
L’entusiasmo ha contagiato anche il mercato obbligazionario, dove ha fatto capolino il “risk on”, ovvero la propensione al rischio. Così c’è stato spazio per acquisti sui debiti periferici, come quelli italiani e spagnoli. Lo spread BTp-Bund sulla scadenza decennale si è ristretto a 434 punti base dai 441 punti del giorno prima, col decennale al 5,69%. Mentre la forbice tra i rendimenti spagnoli e tedeschi è scesa – prima volta dallo scorso 25 maggio – sotto i 500 punti. Il raffreddamento è stato più significativo sulle scadenze brevi: lo spread sul BTp a 5 anni è sceso di 18 punti, quello sui biennali di 24. Difficile dire se il trend durerà. «Potrebbe essere solo un cambio umorale ma anche essere la spia di un allentamento delle tensioni registrate nel corso delle ultime settimane», spiega un analista obbligazionario di una grande banca italiana.
Il rialzo delle borse di ieri, però, si spiega però anche con un’altra decisione (anch’essa attesa) dell’Eurotower: l’estensione di sei mesi (da luglio a gennaio 2013) della fornitura illimitata di liquidità alle banche del Vecchio Continente. «Per i mercati è un messaggio rassicurante, perchè significa che almeno sino a metà gennaio 2013 i problemi di approvvigionamento per gli istituti europei saranno quanto meno ridotti», spiega Gabriele Minotti, coordinatore asset liability management di Credem. L’effetto è stata un’ondata di acquisti sulle banche europee, che sono salite del 3,94%. E le migliori, in questo quadro, sono state le italiane, salite del 5 per cento.

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