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Correzioni (fiscali) da 4,5 mld

L’Italia adotterà misure aggiuntive per 4,5 miliardi euro per rispondere alle richieste di chiarimento della Commissione europea sul Documento programmatico di bilancio 2015. Un intervento che vale lo 0,3% del pil. Per correggere il deficit strutturale del prossimo anno circa 3,3 miliardi saranno prelevati dal Fondo per la riduzione della pressione fiscale.

Mezzo miliardo di euro arriverà dalla riduzione della quota delle risorse nazionali destinate al co-finanziamento delle politiche regionali di coesione, che beneficiano dei fondi europei. Altri 730 milioni di euro, infine, deriveranno da un ulteriore ampliamento del reverse-charge nel commercio al dettaglio. Intervento, quest’ultimo, al quale si accompagnerà un nuovo innalzamento delle accise come clausola di salvaguardia.

È quanto scrive il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, nella lettera inviata ieri mattina al vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen, replicando ai dubbi avanzati da Bruxelles nei giorni scorsi sulla legge di stabilità (si veda ItaliaOggi del 25 ottobre).

Dopo aver illustrato l’impegno del governo, Padoan invita a non dimenticare la difficile situazione dell’economia nazionale, che sta attraversando «una delle più severe e lunghe recessioni della sua storia». Al punto da far diminuire il prodotto interno lordo di oltre il 9% rispetto a quello del 2008. L’Italia vive il suo terzo anno di recessione e deve fronteggiare un forte rischio di deflazione (o un prolungato periodo di inflazione quasi nulla), oltre che la stagnazione. Per questo, sottolinea il titolare di Via XX Settembre, «un quarto anno di recessione deve essere evitato a qualunque costo, dal momento che sarebbe estremamente problematico tirare fuori il paese da un simile contesto economico». Un altro anno di pil in calo, inoltre, renderebbe ancora più oneroso il finanziamento del debito pubblico.

La lettera elenca quindi gli sforzi messi in campo dal governo nella manovra di stabilità: dal miglioramento del rapporto tra fisco e contribuenti alla riduzione delle tasse e dei contributi sul lavoro, dal finanziamento del credito d’imposta per la ricerca e sviluppo agli interventi sulla scuola, sulle infrastrutture e sulla giustizia civile. Non solo. Secondo Padoan il debito pubblico italiano è indirizzato verso «un percorso al ribasso, anche grazie a un ambizioso piano di privatizzazioni pari a una media annua dello 0,7% del pil. Alcuni ritardi, dovuti tra l’altro a condizioni avverse sui mercati, saranno recuperare nei prossimi mesi in modo da raggiungere pienamente gli obiettivi programmati sul debito per il 2015».

In conclusione la missiva conferma la massima disponibilità al dialogo con l’Ue da parte dell’Italia e annuncia che nei prossimi giorni sarà rilasciata una versione aggiornata del Documento programmatico di bilancio.

Bruxelles «ha accolto con favore la collaborazione costruttiva dell’Italia», ha fatto sapere il portavoce di Katainen qualche ora dopo la ricezione della lettera, aggiungendo che la «consultazione è ancora in corso» e che «mercoledì saranno pubblicate le analisi solo di quei paesi con gravi scostamenti» dagli obiettivi di bilancio fissati dalle norme europee. Laddove le misure correttive prospettate dall’Italia fossero invece ritenute adeguate, non ci saranno raccomandazioni immediate: il giudizio complessivo della Commissione sulla legge di stabilità 2015 arriverà solo a fine novembre.

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