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Correzione in tre mosse, decreto in arrivo

Per gestire quello che si è rapidamente trasformato nel «piano A» sulle due banche venete, o meglio nel piano unico dopo il tramonto della ricapitalizzazione precauzionale, serve un doppio provvedimento. Un decreto legge per modificare il «salva-risparmio» varato a Natale e, nell’orizzonte della strada della liquidazione, una richiesta da Banca d’Italia al ministero dell’Economia per avviare la procedura con la nomina dei commissari.
In questa fase, cruciale anche per il negoziato con le autorità europee per ottenere il via libera alla nuova ipotesi di intervento, le bocche al ministero dell’Economia sono cucite, anche sulla presenza di proposte alternative a quella di Intesa. Per oggi, però, è stato convocato un consiglio dei ministri, ma non ci dovrebbero essere i tempi tecnici indispensabili per far già partire il provvedimento. I tempi, però, sono molto stretti, perché tra le richieste dei candidati all’acquisto delle “good bank” c’è di arrivare nel giro di pochi giorni a un quadro di regole certe in grado di eliminare i rischi potenziali.
A motivare l’intervento, a quanto risulta, c’è prima di tutto l’esigenza di aggiustare le regole scritte sotto Natale sui possibili utilizzi dei 20 miliardi di debito aggiuntivo una tantum autorizzati dal Parlamento per il sostegno pubblico alle banche. Quei soldi, spiega l’articolo 24 del decreto legge 237/2016, possono essere impiegati per due obiettivi: «l’acquisto di azioni effettuate per il rafforzamento patrimoniale» degli istituti in difficoltà secondo le regole della ricapitalizzazione precauzionale, e le «garanzie su passività di nuova emissione» per sostenere la liquidità delle banche zoppicanti. Il secondo strumento è già stato utilizzato generosamente per le due venete (per coprire 10,2 miliardi di emissioni complessive), ma il primo appare ormai decisamente superato dagli eventi.
Oltre ad ampliare il raggio d’azione dei 20 miliardi, il provvedimento potrebbe accelerare su una serie di interventi già in cantiere, come raccontato nei giorni scorsi su questo giornale, per “fluidificare” il passaggio di mano delle venete. In cima alla lista delle urgenze c’è il rifinanziamento del fondo esuberi per gestire la nuova ondata di uscite (le stime circolate in questi giorni parlano di 4mila persone, ma la cifra definitiva dipende ovviamente dalla definizione di tutti gli aspetti dell’operazione): tra le condizioni poste da Intesa, infatti, c’è anche «la copertura degli oneri di integrazione e razionalizzazione concessi all’acquisizione», come spiega la stessa banca nel comunicato che indica la disponibilità all’intervento. Ulteriore condizione è «la sterilizzazione di rischi, obblighi e impegni comunque avanzati per fatti antecedenti la cessione». Questo cordone di sicurezza, in pratica, dovrebbe relegare all’interno della bad bank quelli che nell’ottica dell’acquirente sono “rischi legali”: a partire per esempio dai contenziosi dei soci azzerati che non hanno aderito alla transazione lanciata qualche mese fa da Vicenza e Montebelluna.
Queste tre mosse dovrebbero portare in fretta alla «cornice legislativa, approvata e definitiva» posta da Intesa come condizione per agire. E siccome dall’inizio della crisi di tempo ne è già passato parecchio, e in queste condizioni ogni giorno è un colpo ulteriore alla fiducia residua di risparmiatori e investitori, l’obiettivo è quello di chiudere a strettissimo giro la partita. Ma le incognite non mancano.
Oltre a quelle sulle risposte di Francoforte e Bruxelles, c’è il probabile surriscaldarsi del quadro politico di fronte all’ennesimo decreto banche, destinato a imbarcare anche quello approvato la scorsa settimana per sospendere il rimborso del bond junior da 85 milioni di Veneto Banca. «Ora anche il governo deve fare la sua parte», ragiona il presidente della commissione Finanze al Senato Mauro Marino apprezzando il «forte segnale per tutto il sistema bancario italiano» lanciato ieri da Intesa. Ma non è difficile prevedere che le battaglie parlamentari su un nuovo intervento non saranno semplici.

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