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Il Coronavirus affossa le borse

Avvio di settimana pesante per l’azionario europeo, che ha pagato i timori di un secondo lockdown dopo l’inasprimento delle misure anti-Covid da parte di diversi paesi. A Milano il Ftse Mib ha ceduto l’1,76% a 18.945 punti. In profondo rosso Francoforte (-3,71%), penalizzata anche dal crollo di Sap (si veda box), seguita da Parigi (-1,90%) e Londra (-1,16%). A New York il Dow Jones e il Nasdaq perdevano rispettivamente il 2,75 e il 2,21%. Si affievoliscono negli Usa le speranze sul raggiungimento di un accordo per gli stimoli fiscali prima delle elezioni presidenziali. A livello macroeconomico, in Germania l’indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese, si è posizionato a 92,7 punti nella lettura di ottobre, in calo dai 93,4 del mese scorso e in linea con il consenso degli economisti.

Nell’Eurozona i rendimenti delle obbligazioni decennali sono scesi e l’umore del mercato è in peggioramento. Il titolo tedesco ha chiuso in ribasso a -0,57%, mentre lo spread Btp-Bund si è ristretto di 4 punti a 130 dopo che venerdì scorso S&P aveva migliorato a sorpresa l’outlook sul rating BBB dell’Italia a stabile. «La mossa dell’agenzia è stata in gran parte inaspettata e mitiga in modo significativo un’importante fonte di rischio, almeno fino al 2021 inoltrato», commentano gli strategist obbligazionari di Unicredit.

A piazza Affari in forte ribasso i titoli industriali fra cui Pirelli (-4,06%), Buzzi Unicem (-4,02%), Prysmian (-3,33%), Leonardo (-3,04%), Cnh I. (-2,75%), Ferrari (-2,59%) e Stm (-2,27%). In controtendenza Fiat Chrysler (+0,72%), sostenuta dalle speranze per la chiusura favorevole del giudizio dell’Antitrust Ue sulla fusione con Psa.

Il comparto oil è stato penalizzato dalla discesa dei prezzi petroliferi di oltre tre punti percentuali, con il Brent a 40,37 dollari e il Wti a 38,45: Tenaris ha ceduto il 2,64%, Eni il 3,09%, Saipem l’1,70%. In rosso Moncler (-5,24%) e Nexi (-4,12%).

Giù anche il settore bancario: Mps -4,10%, B.P.Sondrio -3,16%, Intesa Sanpaolo -2,19%, Banco Bpm -1,73%, Unicredit -1,40%, Mediobanca -0,49%. Le vendite non hanno risparmiato Bper (-1% a 1,19 euro) dopo il successo dell’aumento di capitale: Banca Akros ha alzato il giudizio a accumulate con prezzo obiettivo a 1,50 euro, mentre Mediobanca Securities ha riavviato la copertura con rating neutral e target price di 1,50 euro. Su Cattolica (-1,69% a 4,42 euro) S&P ha confermato la tripla B adeguando l’outlook da negativo a stabile, in linea con il debito sovrano dell’Italia.

Tra le mid cap hanno sofferto El.En (-8,68%), Technogym (-4,25%), Ovs (-6,32%) e Datalogic (-5,16%). Su Aim Italia in gran spolvero Esi nel giorno del debutto (+50%, articolo alla pagina seguente).

Nei cambi, l’euro si è indebolito sul dollaro scambiando a 1,1819.

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