Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Coro di no su Atene commissariata

di Beda Romano

Ha provocato non poche reazioni negative la proposta tedesca di rafforzare il controllo europeo sulle decisioni di politica economica in Grecia, un Paese in gravissima crisi debitoria. Alcuni Stati membri della zona euro ieri hanno protestato vivacemente per una soluzione che in teoria condividono, ma che nella pratica ritengono un precedente troppo pericoloso.
La Germania, come altri Paesi del Nord Europa, sta perdendo la pazienza per il modo in cui il Governo greco trascina i piedi nel riformare la propria economia e nel risanare i propri conti pubblici. In un documento trasmesso ai partner europei la settimana scorsa, il Governo Merkel ha spiegato che «la Grecia deve accettare che la sovranità di bilancio passi al livello europeo per un certo periodo di tempo».
La proposta tedesca prevede la nascita di un commissario che avrebbe potere di veto sulle scelte politiche greche. La Grecia è sull'orlo del fallimento. Il debito oscilla intorno al 160% del Pil tanto che il Governo Papademos sta trattando con le banche per una sua ristrutturazione che dovrebbe permettergli di godere di nuovi aiuti internazionali (l'intesa secondo il presidente francese Nicolas Sarkozy giungerà «tra pochi giorni»).
Dalla Grecia la risposta è stata subito molto negativa: l'idea berlinese è stata definita dal ministro dell'Istruzione Anna Diamantopoulou «il prodotto di una immaginazione malata». Ha aggiunto il suo collega di Governo, il ministro delle Finanze, Evangelos Venizelos: «Chiunque imponga a un popolo di scegliere tra aiuto finanziario e dignità nazionale ignora gli insegnamenti fondamentali della storia».
I rappresentanti di altri Paesi si sono espressi sulla stessa linea. Il premier lussemburghese e presidente del l'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, ha definito la proposta «inaccettabile» tanto più se limitata a un solo stato membro della zona euro. Sarkozy ha spiegato che questa soluzione non sarebbe «ragionevole, democratica ed efficace». Ha poi assicurato che neppure il cancelliere Angela Merkel la vuole veramente.
Dal canto suo, il presidente della Commissione europea José Manuel Barroso ha chiesto alla Grecia, a nome dei Governi Ue, di chiudere le trattative sul debito con i creditori privati entro pochi giorni per lanciare effettivamente l'operazione a metà febbraio.
In cuor loro, molti governanti capiscono la proposta tedesca, delusi come sono dalla politica economica greca che finora è sembrata ostaggio dei partiti e troppo poco incisiva.
In occasione del recente Ecofin, all'inizio della settimana scorsa, molti Governi hanno ammesso impotenza e insofferenza nei confronti dell'Esecutivo guidato da Papademos. La Grecia avrà bisogno di nuovi aiuti, ma il timore di molti è che il nuovo denaro verrà sprecato, tanto più che in aprile si voterà e che le prossime settimane saranno segnate da una campagna elettorale che probabilmente indurrà i partiti a evitare misure impopolari. Nel proporre la messa sotto tutela, la Germania sembra non capire che in molti Paesi il ricordo della guerra provoca ancora la paura di un dominio tedesco, oggi in Grecia, domani altrove.
Ieri la questione greca è stata discussa nel Consiglio europeo. In tarda serata, a vertice concluso, ha preso il via invece un incontro tra il premier greco Lucas Papademos, il presidente della Bce Mario Draghi, il presidente della Commissione Ue José Barroso, della Ue Herman van Rompuy e il commissario agli affari economici Olli Rehn.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa