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Copyright Ue, via libera definitivo

Ultimo via libera per la direttiva sul diritto d’autore online che ieri è stata approvata dal Consiglio europeo. Un passaggio scontato, dopo gli accordi raggiunti nei negoziati fra i diversi organi dell’Ue e il voto favorevole del Parlamento, ma necessario per assicurarsi che la direttiva passasse prima della fine della legislatura. Fra i paesi che hanno votato contro c’è stata anche l’Italia (M5S e Lega sono stati sempre contrari) con Svezia, Finlandia, Polonia, Olanda e Lussemburgo mentre si sono astenuti Slovenia, Estonia e Belgio. La direttiva sarà firmata a strasburgo domani e dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ue gli stati membri avranno 24 mesi per recepirla nei loro ordinamenti,La direttiva da una parte introduce un diritto ad hoc sull’online per gli editori che li tutela dall’utilizzo non autorizzato delle loro opere, dall’altra stabilisce la responsabilità delle piattaforme di condivisione sui contenuti pubblicati dagli utenti (per esempio YouTube), con lo scopo in entrambi i casi di spingere i grandi attori della rete a ottenere licenze per quanto pubblicano online per garantire un equo compenso ai detentori dei diritti. La direttiva non prevede però una responsabilità degli utenti e fa in ogni caso salvo l’utilizzo dei contenuti per caricature e parodie. Allo stesso modo prevede che gli operatori più piccoli e le start up abbiano meno obblighi rispetto ai giganti del web.

«Sono molto contento che abbiamo ottenuto un testo bilanciato, creando molte opportunità per il settore creativo europeo, che rifletterà meglio la nostra diversità culturale, e per gli utenti, la cui libertà di espressione su internet sarà consolidata. È una pietra miliare per lo sviluppo di un mercato unico digitale robusto e ben funzionante», ha detto Valer Daniel Breaz, ministro rumeno della cultura e presidente di turno del Consiglio Ue.

Un percorso cominciato a settembre 2016 con la proposta della Commissione e arrivato fino al mese scorso con il voto del Parlamento, accompagnato da un’accesa discussione. «Con l’accordo di oggi», ha detto il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker, «stiamo facendo in modo che le regole sul copyright siano adatte all’era digitale. L’Europa avrà ora regole chiare che garantiscono una remunerazione equa per i creatori, diritti forti per gli utenti e responsabilità per le piattaforme. Quando si tratta di completare il mercato unico digitale in Europa, la riforma sul copyright è il pezzo mancante del puzzle».

Nel testo due articoli chiave: il primo, l’articolo 15, protegge le pubblicazioni di carattere giornalistico in caso di utilizzo online e prevede che gli stati membri riconoscano agli editori di giornali diritti connessi al diritto d’autore per l’utilizzo delle loro pubblicazioni da parte delle piattaforme, in base al quale negoziare accordi con queste ultime. Parallelamente sono fatti salvi i diritti dei giornalisti e degli altri autori, tant’è che il testo prevede che ricevano «una quota adeguata dei proventi percepiti dagli editori». Non rientrano nella protezione i semplici collegamenti ipertestuali né singole parole o estratti molto brevi dell’articolo.

La seconda norma chiave, invece, contenuta nell’articolo 17, stabilisce che la piattaforma che mette a disposizione del pubblico contenuti protetti dal diritto d’autore deve ottenere un’autorizzazione dai titolari dei diritti «ad esempio mediante la conclusione di un accordo di licenza».

Senza autorizzazione questi operatori sono responsabili «per atti non autorizzati di comunicazione al pubblico» a meno che dimostrino aver compiuto il massimo sforzo per ottenere un’autorizzazione oppure per assicurarsi che i contenuti protetti non siano accessibili o subito rimossi.

«Ora che la riforma del copyright è stata adottata da tutte le istituzioni europee, facciamo appello agli stati membri perché la attuino rapidamente, non c’è tempo da perdere», ha dichiarato il presidente dell’Enpa (l’associazione europea degli editori di quotidiani) Carlo Perrone. «Abbiamo bisogno urgente che il diritto in capo agli editori migliori la posizione negoziale degli editori di stampa nel mondo digitale e li protegga dall’uso commerciale non autorizzato delle loro pubblicazioni».

«Plauso all’Ue» da parte di Franco Siddi, presidente di Confindustria Radio Televisioni, con il rammarico del voto contrario dell’Italia, mentre per il presidente dell’Associazione italiana editori (Aie) Ricardo Franco Levi «Questo voto sancisce un nuovo inizio e una nuova tutela per il mondo della cultura europea».

La direttiva sui diritti d’autore fa parte di un’iniziativa più ampia per adeguare le norme sul copyright dell’Ue all’era digitale. Sempre ieri gli Stati membri hanno adottato nuove regole per rendere più facile per le emittenti europee rendere disponibili su Internet determinati programmi sui loro servizi online. La cosiddetta direttiva cavo-satellite faciliterà la concessione di licenze per il materiale protetto dal diritto d’autore contenuto nei programmi disponibili online affinché possano essere resi disponibili in tutta l’Ue e non solo nei paesi in cui sono stabiliti i broadcaster.

Andrea Secchi

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