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Copyright, la Francia è prima

La Francia ha battuto sul tempo tutti i paesi europei nel recepimento della direttiva sul diritto d’autore per gli articoli di giornale online in vigore dal 6 giugno scorso. Ieri l’Assemblée Nationale ha infatti adottato le modifiche al Codice della proprietà intellettuale transalpino dopo che il provvedimento era già passato in seconda lettura al Senato il 3 luglio scorso. A votare a favore del testo sono stati 81 deputati, uno solo il voto contrario.In Francia entra così nell’ordinamento il diritto connesso al diritto d’autore, della durata di due anni, a favore degli editori di giornali e delle agenzie di stampa per l’utilizzo dei loro contenuti online, che siano articoli oppure materiale fotografico o video. In sostanza si sancisce il diritto di questi soggetti ad ottenere un’adeguata remunerazione quando il materiale protetto è utilizzato dalle piattaforme online, dagli aggregatori ai social network.

Il testo ricalca quanto approvato dal Parlamento europeo: è libera la pubblicazione dei link agli articoli, delle singole parole o degli «estratti molto brevi». Non si specifica però quanto debbano essere brevi questi ultimi (gli snippet di Google News, per esempio), spiegando semplicemente che queste eccezioni non devono incidere sull’efficacia del nuovo diritto: se l’estratto riesce a sostituire la pubblicazione o fa si che il lettore non vi faccia riferimento perché ha avuto l’informazione necessaria allora sta comunque violando il diritto connesso.

Di fatto il Parlamento francese ha voluto lasciare alla negoziazione fra editori e piattaforme il compito non solo di accordarsi sulla remunerazione ma anche sugli altri dettagli. Per questo la legge stabilisce che è richiesta l’autorizzazione dell’editore o dell’agenzia prima di qualsiasi riproduzione della pubblicazione in digitale da parte di un servizio online: i proprietari delle pubblicazioni possono concedere licenze e lo possono fare anche attraverso organizzazioni di gestione collettiva dei diritti.

Gli editori, inoltre, potranno richiedere un pagamento per singolo utilizzo oppure flat. Per questo gli ott metteranno a disposizione i dati sull’utilizzo degli articoli da parte degli utenti.

C’è però un argomento sul quale la legge francese va più a fondo rispetto alla direttiva e riguarda la «quota appropriata» dell’equa remunerazione derivante dal nuovo diritto che dovrà andare ai giornalisti e agli altri autori. All’interno delle aziende editoriali, o con contrattazioni collettive, si dovranno trovare accordi in tal senso entro sei mesi, in caso contrario una delle parti si potrà rivolgere per arrivare a una soluzione a una commissione paritaria presieduta da un magistrato.

Andrea Secchi

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