Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Copyright, accordo Ue ora la parola agli Stati

Dopo una maratona negoziale cominciata lunedì a Strasburgo, ieri sera Parlamento, Consiglio e Commissione Ue hanno trovato un accordo sulla riforma del copyright, il testo chiamato a garantire diritti e remunerazione più equa a editori, artisti, autori e giornalisti da parte delle piattaforme online come Google, Facebook o YouTube. La direttiva è osteggiata proprio dai giganti della Silicon Valley, protagonisti della più feroce campagna di lobby mai vissuta a Bruxelles, e da sette governi, tra i quali quello Di Maio- Salvini e quello (autoritario) polacco. La scorsa settimana i governi avevano modificato l’articolato a fatica approvato a settembre dal Parlamento, ragion per cui le tre istituzioni hanno dovuto rinegoziarlo fino a ieri sera.
Ora la palla torna ai governi, con il voto degli ambasciatori dei Ventotto entro fine mese: se saranno confermati gli equilibri delle ultime settimane, il gruppo guidato da Italia e Polonia non riuscirà a formare una minoranza di blocco. Quindi ci sarà il voto finale da parte del Parlamento, a marzo o aprile, sempre in bilico in quanto si attendono nuove campagne contro Strasburgo da parte dei giganti del tech che insieme a Roma e Varsavia puntano a far scadere la legislatura (le europee sono il 26 maggio) per mandare in soffitta la riforma.
L’Associazione degli editori di giornali europei (Enpa) accoglie con favore l’accordo. «Speriamo dice il presidente Carlo Perrone che il Parlamento europeo ratifichi il testo il prima possibile per consentire un giusto scambio tra chi produce e chi distribuisce per il proprio guadagno. Il giornalismo di qualità è alla base delle nostre democrazie, dunque dobbiamo agire per riequilibrare un ecosistema squilibrato».
Il relatore del Parlamento Ue, il popolare tedesco Axel Voss (Cdu), spiega che – al contrario di quanto affermato dalle lobby della Rete – «per gli utenti non cambierà nulla».
«Così proteggiamo la creatività – afferma infine il presidente del Parlamento, Antonio Tajani musicisti, attori, scrittori, giornalisti avranno diritto a una giusta remunerazione anche dai giganti del Web».

Alberto D’Argenio

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Se una persona fa ginnastica prima di andare al lavoro, se cammina per qualche chilometro al giorn...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora non è stata votata la lista presentata da Mediobanca per la conferma dell’attuale consigli...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Atlantia non vuol far parte dell’ennesima cordata di salvatori di Alitalia. Non ora, non al buio. ...

Oggi sulla stampa