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Cooperative, Toscana batte Emilia addio al progetto della SuperCoop

MILANO — La Toscana vince ai punti — ma senza sferrare il colpo del ko — il Derby delle Coop contro l’Emilia. Vincenzo Tassinari — da 25 anni al vertice del sistema delle cooperative italiane — ha lasciato ieri la guida di Coop Italia passando il testimone a Marco Pedroni, numero uno di Finsoe (cui fa capo Unipol-Fonsai) e al vertice delle attività del gruppo nel nord-est. La staffetta è accompagnata da un ribaltone della governance che segna l’addio al progetto Supercoop, il piano sponsorizzato da Tassinari per centralizzare sotto un’unica regia tutto il business cooperativo per creare un colosso nazionale nel settore della grande distribuzione e dell’alimentare. A silurare il maxi-polo con CoopItalia nella posizione di regista è stata l’ala toscana guidata da Turiddo Campaini, combattivo 73enne leader di Unicoop, uscito (per ora) senza troppe ammaccature dalla partita Mps. A governare il sistema sarà infatti un nuovo “parlamentino” dove saranno rappresentate tutte e nove le realtà locali del gruppo, ognuna della quali recupererà (per quanto riterrà necessario) autonomia operativa per il suo business. CoopItalia invece abbandonerà il sistema duale e, a testimonianza di una sorta di armistizio tra le varie anime del movimento, sarà affidata a un triumviarato guidato dall’emiliano Pedroni, dal ligure Marcello Balestreto alla vice-presidenza con Maura Latini a rappresentare la toscana alla direzione generale.
La rivoluzione al vertice chiude anni di polemiche roventi tra le cooperative tricolori, legate prima alla partita Bnl e al protagonismo dell’Unipol di Consorte (contro cui si era schierato Campaini), poi alla vicenda Fonsai e ai guai del Monte dei Paschi di Siena. Le divisioni si erano allargate
negli ultimi tempi con le cooperative toscane che avevano avviato una sorta di scissione dolce, scegliendo addirittura di mettere un’insegna propria sui loro punti di vendita. I buoni risultati economici incassati dalle loro scelte strategiche — una gestione meno votata agli iper e più vicina al territorio — ha fatto pendere alla fine la bilancia dalla loro parte, grazie anche all’appoggio di una parte dell’ala emiliana delle Coop cui non andava più la gestione un po’ personalistica di Tassinari. L’addio ufficiale dopo 25 anni un cui l’ex presidente ha trasformato il gruppo in un gigante da 13 miliardi di fatturato con 1.470 punti vendita e 55.800 addetti, è avvenuto con l’onore delle armi: «In considerazione del principio di transegenerazionalità lascia al altri il compito di guidare il cambiamento», ha detto con fair-play Tassinari. Il ribaltone potrebbe accelerare ora la fusione tra le tre grandi cooperative dell’Emilia Romagna.

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