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Coop, ritenuta a titolo d’imposta

di Giorgio Gavelli e Gian Paolo Tosoni

La ritenuta applicata sugli interessi pagati ai soci delle coop è sempre a titolo d'imposta. Con la consulenza giuridica del 7 febbraio 2012 (protocollo 954-16660), l'agenzia delle Entrate si è espressa sulla qualificazione della ritenuta operata sugli interessi e sui redditi di capitale corrisposti ai soci persone fisiche da parte delle società cooperative e loro consorzi, convenendo con la soluzione prospettata dall'istante (Confcooperative), e cioè confermando che il prelievo rimane (anche dopo la manovra di Ferragosto) a titolo d'imposta anche per le piccole e micro cooperative (per i sodalizi maggiori il problema non sussisteva).
Per quanto riguarda i finanziamenti da parte dei soci alle cooperative, fino al 31 dicembre 2011 la tassazione riferita a interessi e redditi di capitale differiva in base alla tipologia della cooperativa erogante. La piccola o la micro cooperativa, ovvero quelle che rispettano i requisiti dettati dalla raccomandazione 2003/361/CE del 6 maggio 2003, che corrispondevano ai propri soci persone fisiche interessi relativi ai prestiti erogati nel rispetto dei requisiti di cui all'articolo 13 del Dpr 601/73, applicavano una ritenuta a titolo d'imposta del 12,50 per cento. In particolare, per piccola impresa si intende quella che occupa meno di 50 persone e realizza un fatturato annuo oppure un totale di attivo di bilancio non superiore a 10 milioni di euro. La microimpresa è quella che occupa meno di dieci persone e realizza un fatturato annuo, oppure un totale di attivo di bilancio, non superiore a 2 milioni di euro. Da notare che è sufficiente non rispettare uno dei due parametri per fuoriuscire dal tali categorie.
Per le cooperative che invece non rientrano nella definizione di micro o piccola impresa, la ritenuta da applicare sugli interessi corrisposti ai soci è (ed era anche nel 2011) pari al 20% per effetto dell'articolo 82, comma 27 del Dl 112/08, che ha modificato l'articolo 6, comma 3, del Dl 63/02. Con la manovra di ferragosto (Dl 138/2011 convertito dalla legge 143/11) è stata rivista la tassazione delle rendite finanziarie riguardanti sia i proventi che i capital gain, prevedendo di fatto un'unica aliquota del 20% (salvo precise deroghe) e abrogando l'aliquota del 12,5% prevista per le piccole cooperative (articolo 2, comma 25, lettera a della legge 148/2011). Dal 1° gennaio 2012, pertanto, l'aliquota del 20% viene applicata sugli interessi corrisposti anche dalle piccole cooperative ma, per effetto dell'abrogazione dell'articolo 20, comma 8 della legge 95/74 a opera della manovra di ferragosto, la ritenuta risultava (letteralmente) applicata a titolo di acconto determinando una relativa incertezza sulla natura del prelievo. Non era comprensibile, infatti, come vi fosse ritenuta d'imposta solo sui sodalizi maggiori. Con questa risposta, l'agenzia delle Entrate ha pertanto confermato quello che prospettavano molti operatori, correggendo di fatto (rifacendosi allo spirito della modifica) il refuso normativo.
Le società cooperative possono essere finanziate dai propri soci a condizione che siano soddisfatte le disposizioni dettate dall'articolo 13, Dpr 601/73. In particolare: deve trattarsi di prestiti effettuati da soci persone fisiche (o da soci di società semplici socie, per le cooperative agricole); devono essere ottenuti esclusivamente per il conseguimento dell'oggetto sociale e non devono superare, per ciascun socio, la somma di 35.042,39 euro, limite raddoppiato per le cooperative agricole, per le cooperative di produzione e lavoro nonché per quelle edilizie. Infine, gli interessi corrisposti su queste somme non devono superare la misura massima degli interessi spettanti ai detentori di buoni postali fruttiferi, aumentata di 2,5 punti percentuali.
A tali condizioni la ritenuta risulterà applicabile a titolo d'imposta nella misura del 20% per tutte le società cooperative, sugli interessi esigibili (maturati e con diritto alla percezione del socio) a decorrere dal 1° gennaio 2012. Sarebbe opportuno che l'Agenzia confermasse che questa particolare tipologia di finanziamento soci, attesa la peculiare natura, non è oggetto, come si ritiene, dell'indicazione nell'ambito della comunicazione di cui al Provvedimento del 16 novembre 2011, in scadenza per il prossimo 31 marzo.

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