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Coop resiste ai colpi della crisi

Coop chiude il bilancio 2013 a un soffio dal tetto dei 13 miliardi di fatturato e avvia quel cambiamento organizzativo interno annunciato un anno fa con l’insediamento del neo presidente Marco Pedroni. Inoltre annuncia una nuova strategia commerciale che punta a cambiare i meccanismi di ingaggio con l’industria.
Coop si auto-proclama leader di mercato con un quota di mercato del 19,1% e «in uno scenario di grande cambiamento che per la prima volta dopo anni fa registrare timidi segnali di risveglio – ha dichiarato ieri all’assemblea annuale Pedroni, presidente di Coop Italia – La nostra catena commerciale va meglio della media del mercato, ma vuole ancora migliorare i suoi risultati non perdendo di vista la missione che è propria di una impresa cooperativa: la convenienza, non disgiunta dai valori di sicurezza, qualità e trasparenza».
Tra le novità annunciate nel corso dell’assemblea la presenza nel consiglio di amministrazione di tutte le nove grandi cooperative e la nascita a fianco del Cda di un comitato commerciale nazionale con i direttori commerciali delle cooperative per le attività e i progetti nazionali. Secondo Pedroni «Coop muta pelle e guarda avanti con determinazione, consapevole di una ritrovata unità».
Un bilancio che riconferma, secondo il top manager, «il buono stato di salute di Coop che mantiene la sua leadership nella grande distribuzione del nostro Paese raggiungendo la quota di mercato del 19,1%, era il 18,5% un anno fa, e assestandosi sui 12,72 miliardi di fatturato». La catena delle cooperative conta su 1.200 punti vendita con 54.700 addetti. Cresce la base sociale di Coop: ha superato gli 8 milioni di soci con un trend in aumento del 3,4% rispetto al 2012. Successo crescente e indiscutibile per il prodotto a marchio Coop, che ha superato la quota del 27% (dal 26% del 2012).
In realtà il crollo dei consumi fa soffrire tutte le catene commerciali, Coop compresa. L’erosione dei margini ha raggiunto livelli preoccupanti in tutte le catene. E anche lo scioglimento della super centrale (consigliata dall’Antitrust), composta da Coop, Despar e Sigma, potrebbe ridurre la forza negoziale delle cooperative rispetto all’industria.
Coop traccia un bilancio positivo anche per le aree fuori dal core-business: sono 119 i Coop Salute dove, rispetto all’acquisto dello stesso paniere di prodotti nel canale della farmacia tradizionale, si è generato nel 2013 un risparmio sul farmaco senza obbligo di prescrizione di circa 11 milioni di euro (mediamente -25% rispetto a analogo prodotto); Coop Voce, la telefonia mobile a marchio Coop, invece ha raggiunto 1,25 milioni di attivazioni. Nell’area carburanti, gli impianti sono saliti a 13 per un erogato complessivo di 230 milioni di litri.
Infine, decollo promettente anche per le vendite on line: Coop ha debuttato lo scorso autunno con Coop on line. E oggi sono oltre 3,2 milioni i visitatori, 200mila iscritti alla newsletter mentre è in corso il rafforzamento dell’offerta del sito che raggiungerà a regime circa 11mila prodotti.

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