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Cookies, ne basta uno

Banners, maschere e pop-up fastidiosi alla resa dei conti. I riquadri informativi che disturbano la visualizzazione di siti online e pagine web («questo sito utilizza cookies» e simili) potrebbero avere i giorni contati. L’Unione europea starebbe infatti per discutere, secondo quanto riportato da Reuters, un nuova proposta di legge che limita la comparsa di finestre, al fine di migliorare l’esperienza del lettore e la sicurezza degli utenti, limitando l’utilizzo dei dati sensibili da parte delle società di messaggistica.

Gli oggetti del disturbo, conosciuti come cookies, sono degli alert che avvisano l’utente sul fatto che il sito web sul quale si trova memorizzi sul computer le informazioni di navigazione.
Tali informazioni riguardano preferenze e dispositivi di accesso a internet (computer, tablet o cellulare) e vengono utilizzate principalmente per adeguare il funzionamento del sito alle aspettative dell’utente. La violazione del confine sulle regole della privacy, a proposito, è però labile.

Le regole attualmente vigenti sulla normativa dei cookies furono istituite dal Parlamento Ue nel maggio 2011. La nuova legge sulla privacy vincolava i siti internet a richiedere il permesso degli utenti ad utilizzare cookies relativi ai servizi offerti. La cosiddetta «Eu Cookie Law» (legge europea sui pop-up) è stata approvata anche in Italia, con entrata in vigore l’anno seguente, il 1° giugno 2012 (dlgs 69/2012 e 70/2012).

La nuova proposta di legge, sul tavolo dell’Unione europea, è improntata alla sicurezza e introduce severe regole per le aziende di messaggistica, che tramite l’accettazione dell’utente, spesso si arrogano il diritto di gestirne i dati. Essa pone inoltre fine all’obbligo per i siti web di chiedere il permesso nel mettere cookies sul computer degli utenti e seguirebbe il principio secondo il quale, qualora un utente avesse già acconsentito (attraverso le impostazioni di privacy del browser) all’utilizzo dei cookies, ciò dà il permesso ai siti di continuare con la propria attività. E se i browsers sono dotati di tali funzioni, i siti web che vogliono impostare cookies per scopi pubblicitari e di analisi comportamentale non hanno bisogno di inviare ogni volta maschere che chiedono il loro consenso.

Una portavoce della Commissione europea ha rifiutato di commentare il progetto, dicendo però che l’obiettivo della revisione è quello di adattare le norme alla regolamentazione sulla protezione dei dati, che entrerà in vigore nel 2018 e semplificare le disposizioni sui cookies.

Gloria Grigolon

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