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Contrordine: la Svezia «chiude»

La Svezia (ancora per poco) resta aperta. E la curva dei morti sale: sono 401 su quasi settemila casi accertati, più 8% rispetto a sabato, più delle vittime fatte registrare dai tre vicini nordici che hanno adottato la quarantena (Norvegia, Finlandia e Danimarca) messi insieme. A Stoccolma la gente si ritrova al Kungsträdgården per ammirare i ciliegi in fiore, passeggia a viso scoperto nel centro storico mentre il primo ospedale da campo da 140 posti è già pronto nella capitale e un terzo delle case di riposo del Paese denuncia l’arrivo del coronavirus e la mancanza di guanti e mascherine.

Addio «eccezione» svedese. Il governo ancora difende l’approccio «morbido» e graduale all’epidemia, basato sul senso di responsabilità dei cittadini, ma intanto prepara il terreno per misure più rigorose e generalizzate. Niente di ufficiale: il premier Stefan Lofven nel weekend ha ribadito di non voler sovraccaricare il sistema sanitario, ma ha ammesso che «ci saranno migliaia di vittime». E sulla supposta «diversità svedese» rispetto alle restrizioni degli altri Paesi, il primo ministro ha messo le mani avanti in un’intervista: «Ognuno decide come procedere per il distanziamento sociale e per rafforzare il sistema sanitario. Noi lo facciamo in un modo diverso. Certe volte dipende anche dal fatto che siamo in una fase diversa».

La nuova fase è arrivata. E come «l’immunità di gregge» inizialmente teorizzata dal premier (ora febbricitante) Boris Johnson in Gran Bretagna, anche il modello basato sull’etica della responsabilità dei singoli si adegua di fronte all’invisibile nemico mondiale numero uno. Secondo le indiscrezioni della stampa locale, il governo a guida socialdemocratica ha preparato una legge che gli permetterà di adottare «misure straordinarie» per combattere l’avanzata del Covid-19. Il Riksdag, il Parlamento, dovrà essere consultato prima che l’esecutivo (di minoranza) predisponga la stretta già in vigore in centinaia di Paesi: chiusura di stazioni e ristoranti, limitazioni alla vita sociale, requisizione di materiale sanitario. Dopo la protesta dei partiti di opposizione, il premier ha optato per una linea più collaborativa, scartando l’iniziale opzione di governare per decreto.

L’invidiata (o esecrata) terza via svedese, di cui ha parlato il mondo intero, sembra avere le ore contate. Finora, l’unica proibizione valeva per gli incontri con più di 50 persone. Le scuole per gli studenti fino a 16 anni sono aperte. Probabilmente per poco. E la gente di Stoccolma potrebbe presto guardare i ciliegi dalla finestra.

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