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Controlli societari optional

di Luciano De Angelis 

Notevole riduzione dei collegi sindacali nelle spa a favore del sindaco unico e ammissibilità generalizzata del sindaco unico nelle srl. L'atto costitutivo potrebbe, inoltre, eludere nelle srl i controlli di legalità, prevedendo la nomina di un revisore unico in luogo del sindaco, determinandone competenze e poteri.

Sono queste le disposizioni con cui, attraverso l'art. 36 del decreto sulle semplificazioni, approvato venerdì dal Consiglio dei ministri, si riducono ulteriormente i controlli in tutte le tipologie di società di capitali (ItaliaOggi del 28/01/2012).

Spa. In questo caso cambiano (e vengono estese considerevolmente) le situazioni in cui la società per azioni sarà legittimata alla nomina di un unico sindaco anziché del collegio sindacale. Sono, infatti, notevolmente innalzati, agganciandoli alle previsioni dell'art. 2435-bis c.c., i limiti in cui ciò si rende ammissibile, limiti peraltro che saranno aggiornati periodicamente sulla base dell'art. 53 della direttiva 78/660 Ce, che periodicamente aumenta i valori al di sotto dei quali le società di capitali sono legittimate alla redazione di bilanci in forma abbreviata (attualmente è determinante il superamento per due esercizi consecutivi di almeno due dei tre limiti seguenti: attivo di bilancio euro 4.400.000, ricavi euro 8.800.000, dipendenti medi n. 50) In pratica, si introducono nell'ambito delle spa i limiti che fino a oggi riguardavano l'introduzione del collegio sindacale nell'ambito della srl, però con un ulteriore abbattimento di vincolo. In queste, infatti, fino alle semplificazioni introdotte dall'art. 14 della legge 183/2011, l'obbligo scattava oltre che per il superamento dei parametri dell'art. 2435-bis, anche quando il capitale sociale fosse pari a 120 mila euro o superiore a tale limite. Il superamento di detta grandezza (peraltro d'obbligo per le spa) non sarà più rilevante neanche per la nomina del collegio sindacale nelle srl. In altri termini potrà essere legittimo nominare un sindaco unico anche in una società con capitale sociale pari a 5 milioni di euro.

Srl. Nelle srl i cambiamenti sono ancora più incisivi. Viene chiarito che se l'atto costitutivo non prevede diversamente l'organo di controllo è costituito da un unico soggetto. Ma, soprattutto nell'atto costitutivo, sarà ammissibile limitare i controlli ai soli aspetti contabili eliminando completamente quelli di legalità. È questo, infatti, quanto appare lecito dedurre dalla previsione del novellato comma 1° dell'art. 2477 secondo il quale in tali tipologie societarie «L'atto costitutivo può prevedere, determinandone le competenze e i poteri, ivi compresa la revisione legale dei conti, la nomina di un organo di controllo o di un revisore». In altri termini, il dettato normativo sembra ammettere che se la società opterà per l'organo di controllo, quest'ultimo sarà chiamato a svolgere anche la funzione di controllo legale, ma se si provvederà alla nomina del revisore, quest'ultimo potrà limitare i suoi controlli alla revisione legale dei conti. Ciò consentirebbe ai soci (che spesso coincidono con gli amministratori) di escludere completamente la società dai controlli di legalità gestionale (sulla legge, lo statuto, la corretta gestione) a oggi richiesti dall'art. 2403 cc. al collegio sindacale di ogni società di capitali.

Conclusioni. Per le spa, si ammette un sindaco unico anche in società di rilevanti dimensioni con problemi evidenti sia nell'ottica della completa operatività sia dell'indipendenza dell'organo di controllo. Nelle srl, invece, verrebbero sostanzialmente elusi tutti i controlli di legalità, consentendo ai soci (che spesso coincidono con gli amministratori) di stabilire anche una limitazione di poteri all'organo di controllo. In molte società, in altri termini, verrà concesso al controllato di stabilire i limiti del controllo a cui sottoporsi. In tali società, poi, si pensi ai problemi nelle situazioni in cui sia intervenuta una causa di liquidazione per perdite, ex art. 2482-ter c.c., che gli amministratori non rilevino, continuando a gestire la stessa con conseguente patrimonio netto nel tempo sempre più negativo. Chi convocherà l'assemblea in detti casi, o, nella situazione di inerzia di quest'ultima, chi comunicherà al Tribunale l'accertamento della causa di scioglimento per gli adempimenti ex art. 2485 c.c. Il revisore potrebbe evidenziare la situazione in sede di bilancio, ma lo stesso potrebbe giungere al registro delle imprese con molti mesi di ritardo. In questa situazione, è evidente che gravissimi potrebbero risultare i danni ai creditori sociali ed ai finanziatori della stessa, determinati dalla specifica assenza di un controllo di legalità.
 

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