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Controlli mirati sui «piccoli»

di Antonio Criscione

Una significativa revisione, in parte già dall'anno in corso, degli obiettivi che vengono assegnati agli uffici dell'agenzia delle Entrate per il recupero dell'evasione fiscale. L'attenzione non sarà posta sulle sole componenti quantitative e per questo le strutture organizzative delle Entrate stanno mettendo a punto una rimodulazione dell'obiettivo di produzione relativo all'indicatore «accertamenti nei confronti di imprese di piccole dimensioni e professionisti». L'annuncio è stato dato nei giorni scorsi dal direttore delle Entrate, Attilio Befera, in un incontro con i direttori provinciali dell'Agenzia. Un'occasione importante perché, come segnalato da Befera, si trattava del primo incontro dei responsabili della nuova struttura territoriale fondata su base provinciale, con il passaggio da 400 uffici locali a poco più di cento strutture.

La revisione complessiva degli obiettivi è calendarizzata per l'anno prossimo, per quest'anno l'avvio riguarderà appunto le piccole imprese e i professionisti. L'annuncio è certamente una buona notizia per quanti hanno sempre visto negli obiettivi quantitativi assegnati agli uffici un elemento decisivo per rendere la macchina del fisco insensibile alle ragioni dei contribuenti, a prescindere dalla loro fondatezza.

La rimodulazione degli obiettivi è stata annunciata in un discorso che ha ripreso e approfondito il contenuto delle lettere che Befera ha mandato negli scorsi mesi ai responsabili degli uffici dell'Agenzia. Le lettere, ha spiegato Befera, non volevano attutire la capacità di recupero rispetto all'evasione fiscale, ma erano il presentimento di un clima di ostilità montante verso l'azione di recupero che poi è sfociato nelle contestazioni a Equitalia. Le lettere erano la richiesta agli uffici di non prestare il fianco a critiche più o meno strumentali «volte a mettere in cattiva luce l'Agenzia presso l'opinione pubblica e a depotenziarne così l'attività». La via tracciata resta quella di «recuperare l'evasione, favorendo lo sviluppo della fiducia reciproca e della collaborazione tra fisco e cittadini». Un compito che non dipende "solo" dai funzionari del fisco, ma "anche" da loro, ha sottolineato il direttore delle Entrate.

Il direttore dell'Agenzia ha precisato che "correttezza" è «qualcosa di più rispetto all'osservanza puramente formalistica di specifiche prescrizioni normative», ma ancor di più «equilibrio, trasparenza e autorevolezza». Quindi, non c'è alcuna resa alle ragioni dell'evasione fiscale, ma l'obiettivo è di guadagnare la fiducia dei contribuenti nell'interesse generale. «La correttezza – ha spiegato Befera – costituisce una delle condizioni fondamentali di efficienza del nostro lavoro».

Citando un recente studio Ocse, Befera ha sottolineato tre passaggi fondamentali: la deterrenza è solo una delle motivazioni per l'adempimento fiscale; la disponibilità dei contribuenti a pagare le tasse aumenta quando i funzionari del fisco trattano con rispetto i contribuenti; un punto di equilibrio tra trattamento rispettoso e deterrenza è possile.

 

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