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Controlli, «guida» la compliance

Focus su chi non si ravvede ma nessuna ispezione se non ci sono elementi aggiuntivi
Contrastare l’evasione e le frodi fiscali attraverso lo scambio di informazioni e indagini di polizia giudiziaria mirate. Il tutto, però, favorendo la compliance dei contribuenti e soprattutto senza «ostacolare l’adesione ai nuovi strumenti di definizione messi a disposizione dei cittadini». Tra questi in primis il ravvedimento operoso “allargato” e la cooperative compliance destinata ai contribuenti di più grandi dimensioni. Un occhio particolare, poi, anche agli evasori totali con uno sforzo mirato per contrastare l’economia sommersa. Gli altri due obiettivi strategici per il 2017, messi a punto dal Comandante generale della guardia di Finanza, Giorgio Toschi, e diramati al corpo con la circolare 7 dicembre 2016 sulla «Programmazione operativa 2017», sono: il contrasto agli illeciti sulla spesa pubblica con indagini mirate sulle indebite percezioni di uscite dei bilanci nazionali, locali, e della Ue nonché sui danni erariali e sulla corruzione; la lotta alla criminalità economica e finanziaria con ispezioni antiriciclaggio e gli approfondimenti sulle segnalazioni sospette.
Per centrare i tre obiettivi strategici la Gdf seguirà 46 piani operativi, uno in più rispetto al 2015. Di questi piani 20 saranno finalizzati a lotta all’evasione e frodi fiscali, dieci al contrasto di illeciti sulla spesa e i restanti 16 saranno riservati alla criminalità economica. Dei 46 piani saranno 15 quelli che avranno indicatori di attuazione predeterminati e come tali dovranno essere «incondizionatamente portati a termini». Tra questi le frodi Iva, i controlli su imposte dirette, Iva e tributi, il controllo del territorio, la riscossione e gli enti commerciali. Gli altri piani operativi dovranno, invece, essere portati avanti sulla base delle «peculiarità del tessuto economico-produttivo e con le dinamiche dei fenomeni di illegalità fiscale e criminalità economico-finanziaria».
Nella lotta all’evasione e alle frodi un ruolo centrale lo avrà la collaborazione con l’agenzia delle Entrate con un’integrazione ad ampio raggio delle analisi di rischio sviluppate tra le due istituzioni. Il primo campo di applicazione di questa azione sinergica rafforzata si concentrerà su quei contribuenti che hanno ricevuto le comunicazioni per la promozione della tax compliance, ma che non hanno risposto o «non hanno ritenuto ravvedersi». In particolare saranno messe sotto osservazione le mancate adesioni alle lettere sulle omesse presentazioni delle dichiarazioni Iva e a seguire quelle sulla voluntary. I controlli dovranno essere eseguiti “ con i guanti bianchi”, ossia stimolando sempre e comunque l’adempimento spontaneo del contribuente. In questo senso Toschi precisa che «gli elementi di rischio posti a base delle comunicazioni» di compliance «non potranno essere utilizzati, quali elementi autonomi per avviare attività ispettive nei confronti delle imprese e dei professionisti» che hanno ricevuto le comunicazioni.
Nei confronti dei destinatari delle “letterine del Fisco” potranno essere avviate attività ispettive solo se i reparti sono già in possesso o sono venuti in possesso, «successivamente» di elementi indicativi di elevato rischio di evasione o frode. In sostanza la Gdf per agire sui contribuenti che hanno detto no alla compliance dovrà essere in possesso di «ulteriori e diversi» dati rispetto a quelli segnalati che dovranno essere ben segnalati nel piano di verifica. A tal punto che «nel processo verbale di verifica o di operazioni compiute» presentato il primo giorno o nel corso del confronto con le parti, i reparti dovranno rendere atto al contribuente di essere in possesso di una copia delle comunicazioni di compliance e dovranno comunicare tempestivamente alle Entrate l’inizio degli interventi ispettivi. Solo dopo e se il contribuente non voglia ancora ricorrere al ravvedimento operoso “allargato” in pendenza dell’intervento ispettivo, le Fiamme gialle procederanno alla verbalizzazione delle violazioni oggetto delle comunicazioni.

Marco Mobili

 

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