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Controlli, fattura digitale e investimenti esteri: così il fisco cambia passo

Il fisco italiano prova a cambiare passo. Nuove regole su controlli, fattura elettronica e scontrino digitale, ma anche per le imprese che investono in Italia. Il Consiglio dei ministri di ieri ha approvato in prima lettura tre decreti attuativi della delega fiscale che ora dovranno acquisire i pareri delle commissioni parlamentari entro trenta giorni dalla trasmissione (con una possibile proroga di altri 20 giorni). Arriva la tanto attesa norma sull’abuso del diritto che dovrà disciplinare i casi in cui un’operazione economica consente di ottenere un vantaggio fiscale illegittimo. Così come il raddoppio dei termini di accertamento che vengono limitati anche per fornire un quadro più certo per chi vuole aderire al rientro dei capitali. Non ci sarà invece la tanto contestata soglia di non punibilità del 3% il cui esame è rinviato a giugno con la riforma delle sanzioni sia penali che amministrative.
Ma tra le novità c’è anche l’estensione della fattura elettronica e l’arrivo dello scontrino digitale. Non saranno regimi obbligatori ma opzionali e per incentivare commercianti, artigiani e autonomi ad aderire saranno previsti dei «premi» come l’esonero da spesometro, comunicazioni black list oltre a una serie di semplificazioni contabili. Ci sarà anche la riduzione dei tempi di accertamento come spiegato ieri dal ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ma «a patto che sia consentita la tracciabilità». Di fatto, sarà un successo provvedimento a stabilirne tutte le modalità. Mentre le imprese che vogliono investire in Italia oltre 30 milioni di euro potranno presentare una domanda preventiva all’agenzia delle Entrate per sapere quali regole applicare.
Abuso del diritto
La norma più attesa dal mondo produttivo è la disciplina dell’abuso del diritto. Finora mancava una legge e tutto era stato rimesso alle decisioni dei giudici, compresa la rilevanza sul piano dei reati tributari. Il decreto di ieri fa uscire l’abuso dal penale per essere sanzionato solo in via amministrativa e punta a togliere un po’ di arbitrio dagli accertatori delle Entrate e della Guardia di Finanza, evitando quello che pochi anni fa l’ex direttore dell’Agenzia, Attilio Befera, aveva definito «abuso nell’abuso del diritto». Allo stesso tempo, però, l’elusione fiscale potrà essere contestata su tutte le imposte e con una procedura certa e definita. In pratica, stop a tutte le contestazioni d’ufficio emerse anche durante i contenziosi tributari e con onere della prova a carico dell’amministrazione finanziaria. Al contribuente spetterà comunque sostenere in contraddittorio la correttezza del proprio operato e dimostrare le valide ragioni extrafiscali delle scelte effettuate.
Raddoppio dei termini
Il raddoppio dei termini di accertamento viene delimitato, come anticipato ieri dal Sole 24 Ore. L’agenzia delle Entrate non potrà ottenere i tempi supplementari (per esempio da 4 a 8 anni) se la denuncia del reato tributario non arriverà entro la scadenza ordinaria per l’accertamento. Principio in linea con il testo della delega fiscale (legge 23/2014).
Attenzione, però: che cosa succede se la segnalazione di reato (come spesso avviene per bancarotta fraudolenta o riciclaggio) arriva già dalla Procura fuori tempo massimo (oltre i 4 o 5 anni in caso di omessa dichiarazione)? Il decreto approvato ieri non lo specifica e non mette nessun veto, quindi se sussistono gli elementi per il reato tributario l’Agenzia può riaprire la pratica.
Cooperative compliance
Per migliorare i rapporti con i contribuenti, l’amministrazione finanziaria diventerà consulente d’azienda delle imprese. Si partirà con quelle di maggiori dimensioni (fatturato oltre i 10 miliardi) e con le 84 che hanno già aderito il progetto pilota delle Entrate. In questo tentativo di «fisco amico», le imprese si dovranno dotare di un sistema di controllo interno per la gestione del rischio fiscale.
Internazionalizzazione
Nel pacchetto internazionale arriva un nuovo ruling internazionale per definire le regole su transfer pricing, stabile organizzazione, trasferimento di residenza, tassazione di dividendi, interesssi e royalties. Con un interpello ad hoc, poi, si potrà stabilire a priori con il fisco la disciplina da applicare a nuovi investimenti in Italia.
E-fattura e scontrini
Dal 1° gennaio 2017 potrebbero essere archiviate fattura e scontrino cartacei. Chi sceglierà di passare solo al digitale passerà attraverso la piattaforma del sistema di interscambio. Il nuovo sistema già in uso per i fornitori della Pa permetterà al fisco di incrociare i dati, verificarli e controllarli in tempo reale. Per convincere i più scettici a optare per la e-fattura e lo scontrino telematico, verranno introdotte semplificazioni amministrative e contabili, a partire dalla cancellazione dello spesometro fino allo stop all’invio delle comunicazioni black list e dei modelli Intrastat. Ci sarà poi una corsia preferenziale per i rimborsi e per i più piccoli la dichiarazione precompilata Iva.
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