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Controlli da redditometro con super-scostamenti

Gli accertamenti sui risultati del redditometro potrebbero essere meno “pesanti” di quello che i contribuenti temono. Questo perché, inevitabilmente, non tutte le anomalie verranno passate al setaccio e porteranno alla convocazione del contribuente ma solo quelle di maggior rilievo. E, comunque, i controlli, assicurano dall’agenzia delle Entrate, resteranno, in ogni caso, all’interno dei piani di verifiche messi a punto dalla stessa Agenzia. Così potrebbe innalzarsi, di fatto, e non di poco, la franchigia – ora al 20% – tra il reddito dichiarato e i costi ricostruiti secondo l’accertamento sintetico proposto dal redditometro; questo in ragione del fatto che, concretamente, le verifiche finiranno per indirizzarsi sui casi di maggior impatto economico tralasciando gli scostamenti minori.
Gli accertamenti sintetici che l’agenzia delle Entrate effettuerà nel corso del 2013 saranno 35mila. Lo strumento è in forte ascesa se si pensa che gli accertamenti sintetici nel 2010 furono 30.443 e nel 2011 erano saliti di oltre il 20% a 36.400. E il dato rilevante è che aumenta il numero, seppure in misura meno marcata rispetto alla crescita degli accertamenti, dei procedimenti conclusi grazie all’adesione del contribuente. Infatti, questi ultimi sono saliti tra 2009 e 2010 da 8.506 a 12.729 per poi attestarsi, nel 2011, oltre quota 13mila con una maggiore imposta accertata che ha raggiunto i 586 milioni di euro.
E se, in generale, nel 2011 il Fisco ha recuperato all’evasione 12,7 miliardi l’obiettivo per il 2012 dell’agenzia delle Entrate è stato quello di non scendere sotto i 10 miliardi, come prevede il piano aziendale. Complessivamente gli uffici dovrebbero aver realizzato nel corso del 2012 oltre 380mila accertamenti ai fini delle imposte dirette, Iva e Irap per stanare i contribuenti infedeli. Numero di controlli che dovrà essere mantenuto anche nel 2013 e nel 2014, per un totale di oltre un milione di accertamenti nel triennio. La quota di 10 miliardi, peraltro, rappresentava un obiettivo prudenziale, fissato anche in ragione della crisi economica che sta eliminando base imponibile.
La strategia delle Entrate sarà in ogni caso differenziata, nel 2013 così come è accaduto nel 2012, con attenzione ai grandi contribuenti (oltre 2mila accertamenti effettuati): di fatto una platea di 3.166 imprese con volume d’affari o ricavi non inferiori a 100 milioni che sono state sottoposte a tutoraggio allo scopo di prevenire rischi di evasione/elusione collegati, per esempio, a pianificazioni fiscali aggressive ovvero a indebite forme di arbitraggio.
Sulle imprese di medie dimensioni (caratterizzate da un fatturato compreso fra 5 e 100 milioni), gli accertamenti programmati per il 2012 erano 13mila, circa un decimo di quelli finalizzati a colpire le aziende più piccole e i professionisti.
In ogni caso, restano due le armi su cui fa affidamento l’amministrazione finanziaria: l’accertamento sintetico e le indagini finanziarie. Per quanto riguarda i controlli basati sulla determinazione del reddito attraverso indici di capacità contributiva, una volta varato il nuovo redditometro che punta all’analisi delle spese complessive dei contribuenti e non più solo a individuare beni indicatori di ricchezza, l’Agenzia continuerà la campagna di moral suasion verso i contribuenti. Nel 2012 sono state inviate circa 300mila lettere ai contribuenti per i quali sono emerse spese incongrue rispetto a quanto indicato nelle dichiarazioni, procedendo a circa 35mila accertamenti. Anche il fronte delle indagini finanziarie sarà ulteriormente sviluppato e nel 2012 i controlli supportati da indagini finanziarie si dovrebbero essere attestati oltre quota 11mila.

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