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Controlli ancora fermi ai box

Nuovo redditometro a mezzo servizio. Dopo gli annunci dei giorni scorsi, che davano per imminenti l’arrivo di migliaia di questionari ai contribuenti italiani, ieri il direttore dell’Agenzia delle entrate, Attilio Befera, a margine di un convegno al Salone Nautico Internazionale di Genova ha gettato acqua sul fuoco annunciando che «quest’anno sicuramente non riusciremo a fare i 35 mila controlli previsti. Abbiamo le ultime piccolissime cose da sistemare e il numero significativo di controlli lo faremo l’anno prossimo».

Dunque lo strumento di accertamento del reddito delle persone fisiche previsto dal 78/2010, è ancora in fase di «assestamento». Befera ha peraltro aggiunto di non essere «interessato a fare tanti controlli ma a una azione di compliance che il redditometro deve stimolare». Il nuovo strumento di accertamento dovrebbe dunque agire più da deterrente preventivo che non come mezzo di contrasto a posteriori dell’evasione fiscale.

Befera pensa a un impatto dei calcoli del nuovo software sulle dichiarazioni annuali in un’ottica di spinta verso l’alto di redditi altrimenti non in linea con le nuove stime basate anche su medie statistiche. Se così fosse il nuovo redditometro finirà per assolvere a una funzione molto più simile agli attuali studi di settore che non a quella del suo predecessore.

Il momento nel quale il nuovo redditometro farà dunque sentire maggiormente i suoi effetti sarà quello della compilazione della dichiarazione dei redditi ove il contribuente, dati alla mano, andrà a verificare la coerenza fra il reddito che intende dichiarare al fisco e la spesa complessiva sostenuta e stimata sulla quale si fonda il nuovo redditometro. A riprova di tale assunto le ulteriori dichiarazioni rilasciate ieri da Befera secondo il quale soltanto se in tale momento «non c’è coerenza scatta l’accertamento».

I contribuenti comunque, sempre secondo il direttore, non devono temere l’eventuale accertamento. Basterà infatti dare la dimostrazione logica della provenienza del denaro utilizzato per finanziare le spese sostenute.

Nel contraddittorio con il fisco i contribuenti troveranno poi personale preparato e predisposto ad ascoltare le loro ragioni. «Stiamo facendo corsi di formazione su come si deve svolgere il contraddittorio con il contribuente», ha annunciato Befera, «perché occorre far ragionare anche per logica oltre che su base documentale».

Cambiando settore, il numero uno delle Entrate ha poi dichiarato che si sta lavorando per il rimborso ai diportisti proprietari di imbarcazioni tra i 10 e i 20 metri degli importi non dovuti dopo l’entrata in vigore, a luglio, della modifica della tassa annuale di possesso. A tale proposito ha annunciato ai presenti al salone nautico di Genova l’uscita di un provvedimento ad hoc.

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