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Contributo sui ricorsi incidentali

di Valentina Melis

Sarà un incontro tecnico al dipartimento delle Finanze, convocato per domani dal responsabile della direzione Giustizia tributaria, Fiorenzo Sirianni, con una delegazione di dirigenti delle commissioni tributarie, a fornire i primi chiarimenti sull'applicazione del contributo unificato (da 30 euro a 1.500 euro) alle liti fiscali.

Il tutto in attesa della circolare interpretativa che, prima della pausa estiva, dovrebbe fornire una serie di istruzioni sulla nuova misura che è stata introdotta dalla manovra (articolo 37 del Dl 98/2011, in vigore dal 6 luglio, convertito dalla legge 11/2011, in vigore dal 17 luglio).

In vista della stesura della circolare, la direzione della Giustizia tributaria sta raccogliendo i quesiti e i dubbi interpretativi provenienti dalle commissioni tributarie e dai singoli operatori che stanno inviando, in questi giorni, le proprie richieste di chiarimento.

Uno dei punti su cui il Dipartimento già fa chiarezza è che anche gli enti locali e i concessionari della riscossione hanno l'obbligo di dichiarare il valore della controversia e l'ammontare del relativo contributo unificato (il cui importo varia in base al valore della lite). In questo caso, il contributo non deve essere versato al momento del deposito del ricorso, ma sarà "prenotato a debito" dalle commissioni tributarie, così come avviene nelle altre giurisdizioni quando una delle parti coinvolte è una pubblica amministrazione.

Un altro dubbio posto dagli operatori riguarda poi la decorrenza delle nuove norme, ovvero il momento di passaggio dalla vecchia imposta di bollo al "nuovo" contributo.

L'amministrazione fa sapere che applicare il contributo unificato per i ricorsi di primo e secondo grado notificati a partire dal 7 luglio, come hanno fatto le commissioni in base all'entrata in vigore del Dl 98/2011, è corretto e in linea con la norma.

Un altro punto su cui sono stati sollecitati chiarimenti è l'applicazione del contributo per i ricorsi incidentali (presentati in aggiunta al ricorso principale) e per i giudizi di ottemperanza dinanzi alle commissioni tributarie. L'amministrazione fa sapere che sia i ricorsi incidentali, sia quelli in ottemperanza sono soggetti al pagamento del contributo unificato.

Alcuni direttori di commissione hanno messo in evidenza, poi, la mancanza del software per gestire i pagamenti del contributo unificato, per cui molti operatori sono costretti a segnare i dati dei ricorrenti e il valore delle controversie su carta (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). La direzione della Giustizia tributaria fa sapere di aver già attivato la Sogei per modificare l'applicativo, per cui occorrono i tempi tecnici di predisposizione e collaudo.

Nel frattempo, alle commissioni tributarie è stato inviato un foglio excel che permette di individuare automaticamente il contributo unificato, una volta che nel programma viene inserito il valore della lite.

 

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