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Contributo a fondo perduto, un extra per aprile-marzo

Il decreto Sostegni-bis assegna nuovi contributi a fondo perduto agli operatori economici colpiti dall’emergenza sanitaria Covid-19. Se il nuovo Dl rispecchia sostanzialmente il modello del Sostegni 1, prevedendo ulteriori interventi a favore dei soggetti con partita Iva attiva al 26 maggio 2021, si rilevano alcune significative novità sia in ordine alla platea dei soggetti interessati, più estesa, sia relativamente all’ampiezza delle misure messe in campo. L’articolo 1 del decreto contempla due nuove tipologie di sostegno a favore di coloro che producono reddito agrario o che svolgono attività di impresa, arte o professione con ricavi o compensi non superiori a 10 milioni di euro, ovvero:

un contributo a fondo perduto, da determinare – analogamente al precedente del primo decreto Sostegni – sulla base della diminuzione del fatturato;

un ulteriore sostegno commisurato al risultato economico conseguito nel 2020 rispetto a quello ottenuto nell’anno precedente.

Se la definizione dei criteri di calcolo di quest’ultima misura sono demandati a un decreto del ministro dell’Economia e delle finanze, il nuovo contributo sarà immediatamente esigibile da tutti i soggetti che hanno già beneficiato del precedente fondo perduto e, in prima battuta, avranno diritto di ricevere un contributo di pari importo, automaticamente accreditato dall’agenzia delle Entrate.

Tale ammontare, tuttavia, potrebbe essere incrementato per effetto delle nuove regole delineate dal decreto, che prevedono la possibilità di calcolare il contributo – a scelta del contribuente – su un diverso arco temporale. In poche parole, per determinare l’ammontare effettivamente dovuto occorrerà verificare la differenza del fatturato medio mensile su due diversi spazi temporali, ovvero:

1 quello conseguito tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2020 rispetto a quello relativo al medesimo periodo del 2019 (analogamente al primo decreto Sostegni);

2 quello conseguito tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 rispetto a quello realizzato tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020.

Nel caso in cui il calo di fatturato registrato nel secondo arco temporale sia superiore a quello del primo si avrà diritto a un contributo maggiorato, determinato applicando a tale differenza lo specifico coefficiente, variabile in relazione al volume dei ricavi o compensi conseguiti nel secondo periodo d’imposta antecedente a quello in corso al 26 maggio 2021:

il 60% se esso non supera 100mila euro;

il 50% se è maggiore di 100mila ma non di 400mila euro;

il 40% oltre 400mila e fino

a 1 milione;

il 30% se eccede 1 milione ma non 5 milioni;

il 20% se oltrepassa 5 milioni ma non 10 milioni.

Coloro che, invece, non hanno beneficiato del fondo perduto del primo decreto Sostegni, nel caso in cui abbiano registrato un calo del fatturato di almeno il 30% tra il 1° aprile 2020 e il 31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, determineranno l’ammontare del contributo, utilizzando le percentuali maggiorate declinate dal comma 10 della norma in relazione alle medesime classi di ricavi/compensi, rispettivamente il 90%, il 70%, il 50%, il 40% e il 30%.

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