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Contributo fondo perduto: è aiuto di stato

Contributo a fondo perduto in dichiarazione per alimentare il registro degli aiuti di Stato. Questo è uno dei passaggi dell’audizione di ieri che il direttore dell’agenzia delle entrate ha effettuato presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria.

La conferma. Con l’audizione di ieri presso la commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria, il direttore dell’agenzia delle entrate conferma le indicazioni contenute nelle istruzioni ai modelli dichiarativi, secondo cui i contributi a fondo perduto rivestono la natura di aiuti di stato «automatici» e, in quanto tali dovranno essere inclusi nel registro nazionale degli aiuti di stato tenuto presso il ministero dello sviluppo economico per il controllo dei divieti di cumulo e delle altre condizioni previste dalla normativa europea in proposito. Le disposizioni interne (tra cui la legge n. 115/2015 e il dm n. 115 del 2017) in materia prevedono che l’alimentazione dei dati e delle informazioni del registro sia a cura dell’ente pubblico che eroga gli aiuti: conseguentemente, l’agenzia delle entrate richiede ai contribuenti – in occasione della compilazione dei dichiarativi reddituali – di indicare gli estremi e gli importi degli aiuti di stato che dovranno poi confluire nel registro ministeriale. Nel corso dell’audizione, tale aspetto è stato trattato con riferimento al processo di semplificazione intrapreso dall’agenzia delle entrate: data l’impossibilità di recuperare la base dati da parte dell’agenzia (anche in ragione di disallineamenti normativi tra la disciplina tributaria interna e quella europea sugli aiuti), la stessa deve richiedere questo ulteriore adempimento compilativo e dichiarativo al contribuente.

I contributi a fondo perduto. In tale contesto, appare quantomai opportuno prestare attenzione all’insieme delle norme agevolative che hanno caratterizzato il periodo d’imposta 2020 e per i quali va verificata attentamente la natura del beneficio. Limitandoci in questa sede alle varie e diverse edizioni dei contributi a fondo perduto, è opportuno ricordare che prima dell’invio del modello unico, è necessario verificare con il proprio cliente la percezione dei contributi a fondo perduto nel 2020, a prescindere dalla veste giuridica degli stessi, poiché gli stessi sono da considerarsi a tutti gli effetti come aiuti di stato automatici e, proprio per questo motivo, devono essere inseriti per segnalarne esistenza ed ammontare nell’apposito quadro della dichiarazione. In proposito, le istruzioni prevedono differenti codici che identificano la tipologia di contributo da indicare (per es.: «22» per il contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici di cui all’art. 59 del dl n. 104/2020, oppure «20» per il contributo a fondo perduto per i soggetti colpiti dall’emergenza epidemiologica «Covid-19» di cui all’art. 25 del dl n. 34/2020, e così via), ricordando che la comunicazione deve essere effettuati anche per i soggetti che hanno beneficiato di aiuti fiscali nei settori dell’agricoltura, pesca e acquacoltura da riportare sui registri SIAN e SIPA. Occorre poi evidenziare che nelle istruzioni viene anche indicato come l’indicazione di un aiuto di stato automatico per cui si rende obbligatoria la segnalazione, è necessaria per la legittima fruizione dell’aiuto medesimo. Stando dunque alla lettera delle istruzioni, parrebbe che la sanzione per la mancata indicazione comporti la restituzione dell’aiuto; a questo riguardo, si deve evidenziare come recentemente (così come illustrato su ItaliaOggi del 16 aprile scorso), l’Agenzia delle entrate in risposta a un interpello sul tema (ris. 26/2021), sembri aprire a un orientamento differente che prevede nei fatti una sanzione fissa determinata ai sensi dell’art. 8, dlgs n. 471/1997.

Il quadro temporaneo. Per completare l’esame sul quadro dei contributi a fondo perduto, si vuole qui richiamare la norma contenuta nell’art. 1, comma 13 del dl 41/2021 (in corso di conversione), secondo cui i contributi a fondo perduto rientrano nel computo delle agevolazioni ai fini della verifica del limite stabilito dall’Unione europea per il quadro temporaneo per le misure di aiuto di stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza Covid-19 di cui alla comunicazione della commissione del 19 marzo 2020 c(2020) final.

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