Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Contravvenzioni, dimenticanze giustificabili

Cade la sanzione pecuniaria per il proprietario dell’auto che comunica di non poter sapere chi era alla guida il giorno della multa. Spetta al giudice di merito valutare di volta in volta la condotta e l’idoneità delle giustificazioni fornite dalla persona che ha fornito una dichiarazione di contenuto negativo. Resta invece sanzionato in ogni caso il comportamento di chi non ottempera all’invito rivoltogli dall’amministrazione, disinteressandosi di comunicare i dati personali e della patente del conducente del veicolo. Sono questi gli importanti principi indicati dalla seconda sezione civile della Cassazione nell’ordinanza 9555/18 del 18 aprile che ha respinto il ricorso di un comune nei confronti della proprietaria di una vettura.

La donna si era originariamente rivolta al giudice di pace esponendo di aver comunicato tempestivamente alla polizia municipale di non essere in grado di indicare le generalità di chi era alla guida del suo veicolo il giorno dell’infrazione a causa sia del notevole tempo trascorso tra l’infrazione e la notifica del verbale, sia della circostanza che l’auto era utilizzata oltre che da lei anche dal marito e dalle due figlie.

Il giudice ha accolto il ricorso della donna e la decisione è stata confermata anche dal tribunale. La questione è quindi approdata in Cassazione dove l’ente locale ha sostenuto che il giudice di appello avrebbe errato nel giustificare l’omissione. La Suprema corte, nel respingere il ricorso, ha ricordato che alcuni precedenti di legittimità hanno effettivamente affermato che il proprietario dell’auto è tenuto sempre a conoscere l’identità dei soggetti ai quali affida la conduzione. Tuttavia, ha proseguito il collegio di legittimità, questo orientamento deve essere «precisato alla luce di quanto espressamente affermato dalla Corte costituzionale nella sentenza interpretativa 165/08». Pertanto, ha concluso la Cassazione, il ricorso del comune deve essere rigettato alla luce del principio di diritto secondo cui «occorre distinguere il comportamento di chi si disinteressi della richiesta di comunicare i dati personali del conducente, non ottemperando, così, in alcun modo all’invito rivoltogli e la condotta di chi abbia fornito giustificazioni valide».

Debora Alberici

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’esordio di Andrea Orcel come ad di Unicredit, uscita con un utile trimestrale doppio rispetto al...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Vittorio Colao, ministro per l’Innovazione tecnologica, non fa suo il progetto per una rete unica ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un blitz della Ragioneria generale dello Stato evita un "buco" di 24 miliardi nel decreto "Sostegni ...

Oggi sulla stampa