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Contratti rinnovati Fca passa negli Usa al secondo round

TORINO.
Con il 77 per cento dei voti i dipendenti americani di Fca hanno approvato l’accordo per il rinnovo del contratto di lavoro aziendale. Il sì supera la bocciatura di un mese fa quando il 65 per cento dei dipendenti respinse una precedente ipotesi di intesa raggiunta da Marchionne con i vertici del sindacato auto Uaw.
A convincere i dipendenti inizialmente contrari è stata la modifica dei parametri nella busta paga, che porterà in nove anni a superare la logica del doppio salario. Oggi infatti ineoassunti hanno una paga oraria inferiore a quella dei dipendenti più anziani.
Il sindacato aveva accettato la differenza fin dal 2007 quando si cominciavano a vedere le avvisaglie della crisi Chrysler che sarebbe poi sfociata nella bancarotta e nell’intervento di Obama e Marchionne per il salvataggio.
Ora che quella crisi è stata superata il sindacato aveva chiesto di rispettare il principio per cui a lavoro uguale si ottiene paga uguale. Nella prima versione dell’accordo la differenza salariale tra neoassunti e lavoratori più anziani era stata sensibilmente ridotta ma non completamente eliminata. Nella nuova versione invece, al termine dei nove anni le paghe si allineano alla quota di 29 dollari l’ora che è il massimo che guadagneranno in futuro i dipendenti senior. Nell’accordo è anche previsto un piano di incentivi verso il pensionamento che finirà per abbattere i costi del personale almeno fino a quando rimarrà la differenza salariale tra giovani e anziani.
«Abbiamo raggiunto un accordo che aumenta le retribuzioni e la sicurezza dei posti di lavoro», ha commentato il numero uno dei sindacato, Dennis Williams. «Per Fca l’accordo raggiunto e approvato è un investimento sui nostri dipendenti negli Stati Uniti», si legge in una nota di Auburn Hill.
Ora l’intesa servirà da modello per gli analoghi accordi che Uaw deve negoziare con Gm e Ford, le altre due case automobilistiche americane. In una dichiarazione, il direttore finanziario di Gm, Chuck Stevens, ha fatto sapere che tratterà un accordo «in linea con la nostra situazione finanziaria». Avendo annunciato una trimestrale positiva è possibile che Stevens abbia voluto mettere le mani avanti per evitare proteste dei sindacati di fronte a proposte aziendali troppo basse. In ogni caso, se l’accordo con Gm fosse molto diverso da quello raggiunto con Chrysler, in caso di fusione tra le due case potrebbe essere necessario un nuovo negoziato per decidere quale dei due contratti applicare.
La chiusura della tormentata vicenda del contratto è un altro punto positivo per Marchionne dopo il successo dell’ipo Ferrari a Wall Street. Ieri, prima giornata piena di contrattazioni il titolo del Cavallino è tornato a salire avvicinandosi a quota 56,75 dollari. In ripresa in titolo Fca che nel giorno del lancio dell’azione Ferrari aveva invece pagato pesantemente dazio.
Ieri a Milano Fca ha chiuso in terreno positivo con un guadagno dell’1,34 per cento. In un comunicato il Lingotto ha fissato per il 3 dicembre ad Amsterdam l’assemblea straordinaria degli azionisti per approvare lo spin off di Ferrari che entrerà in vigore a gennaio.
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