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Contratti di sviluppo, spese dettagliate

Ai nastri di partenza i contratti di sviluppo: i riflettori sono ora puntati sulle insidie nascoste nella delicata fase della predisposizione delle domande, attività piena di complicazioni. La data di riapertura dello sportello per la presentazione delle domande di incentivo – contributi a fondo perduto e finanziamenti con una dotazione di 250 milioni di euro – è fissata al 10 giugno dalle ore 12 e richiederà alle imprese interessate una fase di preparazione abbastanza impegnativa.
Come per tutti gli strumenti agevolativi sottoposti a una incisiva attività istruttoria, anche per il contratto di sviluppo, incompletezze o errori formali nel contenuto della domanda possono compromettere l’attività di valutazione del soggetto gestore.
Molti i documenti richiesti, alcune volte non facilmente individuabili (si veda anche scheda a fianco).
Occhio anche alla corretta predisposizione dei piani finanziari per la copertura del fabbisogno derivante dagli investimenti complessivamente elencati (compresi quelli in ricerca e sviluppo o, per il comparto turistico, quelli in innovazione di processo e di organizzazione).
Tutti i soggetti coinvolti dovranno attestare in che modo parteciperanno alla spesa per la parte posta a loro carico, attraverso risorse proprie o mediante finanziamento esterno.
L’onere è adempiuto facendosi rilasciare da una banca o da un istituto finanziatore una dichiarazione sulla disponibilità a valutare la concessione di un finanziamento a medio-lungo termine o, per i mezzi propri, che confermi la disponibilità del socio o dei soci di mezzi finanziari adeguati.
La ripartizione negli anni delle spese e delle risorse destinate alla relativa copertura dovrà, inoltre, tenere conto dei tempi massimi previsti dalla normativa per la realizzazione dei progetti.
Dalla data indicata come avvio dell’investimento a quella di chiusura non possono passare più di 48 mesi.
È opportuno descrivere sempre in maniera chiara e dettagliata le motivazioni e gli input sottostanti le previsioni dei ricavi di vendita e dei costi riportati nei piani economico-finanziari contenuti nella proposta.
A chi redige i piani è richiesto lo sforzo di evidenziare sia la capacità produttiva ante investimento che l’evoluzione della stessa negli anni fino all’esercizio a regime, esplicitando le quantità (nell’unità di misura più opportuna) e i relativi prezzi di vendita, oltre che il piano occupazionale e il costo medio annuo per addetto. Tutto ciò non può prescindere da una approfondita conoscenza del ciclo produttivo aziendale.
In ogni caso, la proposta progettuale dovrà essere predisposta utilizzando i format messi a disposizione sul sito del soggetto gestore Invitalia (www.invitalia.it). I modelli sono differenti per le tre tipologie di contratto di sviluppo ammissibile: industriale, turistico o ambientale.
La procedura di presentazione delle domande è completamente telematica con accesso all’apposita piattaforma disponibile sul sito del ministero.
Chi procede materialmente al caricamento online della domanda con tutti gli allegati dovrà ottenere specifica delega dal soggetto proponente, da inserire nel sistema, al fine del conseguimento dell’autorizzazione ad operare.
A differenza dei precedenti bandi, tutti i soggetti sottoscrittori della proposta (proponente, eventuali soggetti aderenti ed eventuali partecipanti ai programmi di R&S e innovazione) dovranno provvedere ad apporre la firma digitale.

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