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Contratti di sviluppo a raffica

Disco verde a 24 nuovi contratti di sviluppo, che insieme ai 12 già firmati portano a 36 il numero totale di accordi avviati. Ieri il presidente del consiglio Matteo Renzi ha presentato i progetti di investimento, che sono concentrati all’80% nel Mezzogiorno. Gli investimenti previsti sotto l’ombrello di Invitalia, che gestisce l’operazione, sono circa 1,44 miliardi di euro e riguardano diversi settori considerati strategici per lo sviluppo e legati fortemente al mondo dell’innovazione e/o rappresentativi del made in Italy. Secondo quanto previsto dal documento di sintesi dei progetti illustrato ieri, l’occupazione salvaguardata e/o creata è superiore ai 25 mila addetti. Le risorse finanziarie pubbliche concesse sono circa 700 milioni di euro. Gli imprenditori investono principalmente al Sud e per il 44% sono investitori che provengono da gruppi esteri che decidono di investire in Italia. La maggior parte dei programmi di investimento strategici approvati sono localizzati nelle regioni del Mezzogiorno; infatti oltre l’80% dei programmi è concentrato nelle quattro regioni dell’obiettivo Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). La Campania risulta la regione più gettonata con otto progetti su 12 tra quelli già firmati. Va tuttavia sottolineato che i bandi per il Centronord sono fermi da tempo, e che l’ultimo rifinanziamento fatto ad oggi non vede comunque operativo lo strumento per queste aree. Peraltro, come si legge sul sito di Invitalia: «Il decreto del ministero dello sviluppo economico del 14/2/2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 97 del 28 aprile 2014, ha introdotto alcune novità volte ad assicurare una maggiore coerenza dello strumento agevolativo “Contratto di Sviluppo” col contesto socio-economico, in particolare abbassando le dimensioni minime di investimento e accelerando le procedure per l’accesso alle agevolazioni. Le procedure per l’accesso alle agevolazioni sono al momento in corso di aggiornamento. Saranno al più presto rese disponibili informazioni riguardo alle nuove modalità per la presentazione delle domande e alla procedura di valutazione».

Cosa sono i contratti di sviluppo. In pratica sono gli eredi dei contratti di programma, i programmi integrati, patti territoriali, piani di sviluppo industriale ecc. Sono considerati ad oggi il principale strumento di politica industriale dedicato agli investimenti strategici ed innovativi per progetti di grandi dimensioni. Viene presentato come lo strumento negoziale che facilita la creazione di reti di imprese ed incentiva la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale, come il principale strumento al servizio dell’attrazione di investimenti esteri. Il contratto di sviluppo deve favorire la realizzazione di programmi complessi di investimento e la riqualificazione settoriale, lo sviluppo di filiere e/o di poli di specializzazione, il riposizionamento competitivo dei tradizionali settori di specializzazione. Le agevolazioni che possono concedere i contratti di sviluppo sono relative a contributi a fondo perduto e mutuo agevolato, della durata massima di dieci anni, a un tasso pari allo 0,3%, assistito da idonee garanzie, contributo in conto interessi fino al 75% dell’investimento. Il mix delle agevolazioni è negoziato con l’impresa.

I progetti approvati. La maggior parte dei progetti sono relativi all’industria, seguono a distanza gli altri settori. All’interno di quelli industriali e già firmati, il progetto più importante in termini dimensionali è quello di Vodafone, che prevede un programma di investimenti per il potenziamento e l’evoluzione della rete trasmissiva, sia mobile che fissa, nelle regioni Puglia e Calabria. L’investimento è finalizzato alla realizzazione di un upgrade tecnologico della rete locale per fornire servizi di telecomunicazione di alta qualità, stabilità e velocità, basati sull’utilizzo della banda «ultralarga», mediante l’accesso alla nuova tecnologia Lte . L’investimento è di circa 50 milioni di euro. Al progetto è stata concessa un’agevolazione di circa 15 milioni di euro a fondo perduto. Da evidenziare che è prevista la salvaguardia e l’incremento occupazionale.

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