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Contratti di solidarietà con sgravi selettivi

Via libera agli sgravi contributivi per i contratti di solidarietà stipulati dalle aziende che rientrano nel campo di applicazione della Cigs, ma con paletti ben precisi.
La circolare del ministero del Lavoro 23/2014 ha fornito le istruzioni per ottenere la riduzione contributiva resa strutturale dal decreto «Poletti» (Dl 34/2014): le risorse, però, sono limitate, e per ottenere lo sconto sui contributi l’azienda deve rispettare condizioni piuttosto rigide, come l’adozione di strumenti per far crescere la produttività o di un piano di investimenti per superare le inefficienze gestionali.
Vediamo, nel dettaglio, in che cosa consiste l’agevolazione e come è regolata. Il Dl «Poletti» ha modificato il Dl 510/1996 (articolo 6, comma 4), stanziando, a regime, una dote di 15 milioni di euro all’anno a partire dal 2014 (il decreto interministeriale attuativo 83312 del 7 luglio 2014 ha dettato poi le condizioni necessarie per avere il bonus). L’importo del beneficio è pari al 35% della contribuzione a carico del datore, per i lavoratori interessati alla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20 per cento. Il bonus non è cumulabile con altre agevolazioni contributive di cui siano destinatari gli stessi lavoratori.
Per richiedere il bonus, le imprese interessate devono presentare una domanda (reperibile su www.lavoro.gov.it) sia al ministero del Lavoro, sia all’Inps.
L’esaurimento del plafond di risorse sarà comunicato con un avviso sempre sul sito internet del Lavoro, nella sezione «ammortizzatori sociali» – «contratti di solidarietà».
Proprio perché il sistema è «a domanda», bisogna prestare fare attenzione ai tempi: l’istanza deve essere presentata entro i 30 giorni dalla stipula del contratto di solidarietà. Per i contratti in corso già al 26 settembre 2014, invece, c’è tempo fino al 26 ottobre prossimo (30 giorni dalla data di pubblicazione della circolare 23/2014; siccome il 26 è festivo, il termine dovrebbe cadere il 27).
Il fattore tempo giocherà comunque un ruolo decisivo, poiché le domande saranno istruite secondo l’ordine cronologico risultante dall’invio con posta certificata.
Dopo aver ricevuto le domande, l’Inps, nei successivi 30 giorni, comunica al ministero del Lavoro la quantificazione dell’onere legato allo sgravio contributivo richiesto dalle imprese. La determinazione è effettuata in base alle retribuzioni percepite nell’anno precedente dai lavoratori coinvolti dalla riduzione di orario, rivalutate all’anno di fruizione del beneficio e secondo la riduzione oraria indicata nel Cds. Ricevuta la quantificazione del beneficio spettante, il ministero adotta – entro 60 giorni dalla ricezione della domanda – il provvedimento di concessione e lo comunica all’Inps.
I datori che hanno già presentato la richiesta devono quindi attendere l’esito di questa ricognizione. Il criterio cronologico potrebbe portare infatti a escludere gli sgravi anche se l’impresa ha i requisiti richiesti, ma le istanze acquisite prima avessero già esaurito i fondi.
Le Dtl hanno poi il compito di verificare che siano stati rispettati i presupposti individuati dal decreto interministeriale: la circolare 23 precisa che gli accertamenti saranno effettuati dopo la scadenza dei primi nove mesi dalla decorrenza del Cds. Nel caso fosse rilevata la mancanza delle condizioni richieste, l’impresa è invitata a fornire le proprie giustificazioni entro 30 giorni. Trascorso questo termine, se non sono accolte le motivazioni indicate, entro i 30 giorni successivi, il ministero revoca in tutto o in parte il provvedimento di concessione dello sgravio, con recupero delle somme non versate.
È bene ricordare chi sono i possibili fruitori del beneficio: la misura è destinata alle imprese che, dal 21 marzo 2014, stipulano contratti di solidarietà difensivi (legge 863/1984) o a quelle che – alla stessa data – avessero in corso accordi di solidarietà. L’accesso all’ammortizzatore, però, non è sufficiente: il Dm attuativo richiede che siano individuati strumenti per realizzare un miglioramento della produttività, di entità analoga allo sgravio contributivo spettante all’impresa, oppure di un piano di investimenti finalizzato a superare le inefficienze gestionali o del processo produttivo. Peraltro, l’effettiva adozione di queste misure sarà oggetto di accertamenti ispettivi.
La riduzione contributiva può essere richiesta per periodi non anteriori al 21 marzo 2014 e non può eccedere il limite massimo di 24 mesi. La singola istanza si deve riferire al periodo previsto nell’accordo e non può abbracciare più di 12 mesi.

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