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I contrari alla Brexit volano nei sondaggi Le Borse si rafforzano

I mercati celebrano come se i giochi fossero fatti: sospinti dagli ultimi sondaggi che danno in rimonta o in vantaggio “Remain”, cioè un voto per rimanere nell’Unione Europea, le borse crescono e la sterlina pure, dopo settimane di ribasso. Stessa reazione da parte dei bookmaker, considerati buon profeta di risultati politici: Betfair, uno dei maggiori allibratori, porta la probabilità di un sì alla Ue nel referendum dal 65 per cento di venerdì scorso al 72 per cento di ieri. Il “poll of poll” del Financial Times, media di tutti i sondaggi, è più cauto, indicando un’assoluta parità fra le due parti a quota 44 per cento e lasciando il verdetto nelle mani degli elettori ancora indecisi. A due giorni dal voto, tuttavia, l’ipotesi di Brexit ovvero l’uscita del Regno Unito dall’Europa appare decisamente più incerta. L’assassinio della deputata pro-Ue e pro-immigrazione Jo Cox, o come minimo la pausa di riflessione nella campagna referendaria che ne è risultata, sembrano avere prodotto un mutamento nell’opinione pubblica.
La parlamentare laburista è stata commemorata ieri nel palazzo di Westminster, con la bandiera britannica a mezz’asta in segno di lutto, in una seduta speciale alla camera dei Comuni. «Il suo assassinio è stato un attacco alla democrazia», ha detto il leader laburista Jeremy Corbyn. «Onoriamo la sua memoria unendoci nel rifiutare l’odio», gli ha fatto eco il primo ministro David Cameron. Intanto la baronessa Warsi, primo musulmano a far parte del governo, ex-presidente del partito conservatore, cambia schieramento, annunciando che lascia il fronte del Brexit per appoggiare Remain a causa «del livello inaccettabile di xenofobia» raggiunto dalla propaganda di chi vuole lasciare la Ue. Nigel Farage, leader dell’Ukip, il partito anti europeo, replica accusando a sua volta i suoi avversari di voler “strumentalizzare” la morte di Jo Cox per vincere il referendum. Ma si moltiplicano gli appelli a votare “Remain”, dall’imprenditore Richard Branson a Richard Scudamore, presidente della Premier League, le cui 20 squadre, ammonisce, vogliono un “mercato aperto” — sottinteso per poter continuare a far giocare campioni di tutta Europa. Prendano nota, e votino di conseguenza, i tifosi.

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