Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Contraddittorio preventivo, restano i limiti alle tutele

Nulla di fatto sul contraddittorio preventivo nei controlli a tavolino e sulla connessa necessità di redigere sempre e comunque un verbale di constatazione al termine del controllo. La Corte costituzionale (come previsto sul Sole 24 Ore del 5 luglio scorso) con le ordinanze n. 187, 188 e 189 depositate ieri, ha ritenuto inammissibili le tre questioni sollevate da altrettante commissioni tributarie (Ctr Toscana, Ctr Campania, Ctp Siracusa).
Va detto che i motivi di tali inammissibilità non attengono il merito della questione, ma aspetti procedurali circa le modalità attraverso cui i giudici tributari hanno ritenuto di devolvere la questione alla Consulta.

Le tre ordinanze
In sintesi, l’ordinanza della Ctp Siracusa è manifestamente inammissibile in quanto nonostante abbia dato espressamente conto di alcuni profili del giudizio principale non ha adeguatamente motivato, anche solo in termini di mera plausibilità, in ordine alle ragioni che permetterebbero di rigettare alcune eccezioni preliminari dell’impugnazione.
L’ordinanza della Ctr Campania, invece, è risultata mancante, secondo la Consulta, di una puntuale identificazione delle norme censurate, assenti o inadeguatamente indicate, stante la inaccettabile genericità dei riferimenti al «diritto nazionale», nonché alle «norme che testualmente non prevedono il detto contraddittorio».
Infine l’ordinanza della Ctr Toscana è apparsa inadeguata nella descrizione della fattispecie oggetto del giudizio principale, in quanto effettuata con modalità tali da non consentire alla Consulta la necessaria verifica della rilevanza della questione.

Il diritto al contraddittorio
A prescindere dalla decisione della Corte, i termini generali della vicenda erano molto semplici e così sintetizzabili.
Il diritto al contraddittorio è previsto solo da alcune norme: gli Uffici solo in applicazione di esse convocano il contribuente prima di emettere un atto nei suoi confronti. Secondo la giurisprudenza comunitaria, invece, ogni cittadino ha diritto di essere ascoltato prima che sia emesso un atto che incida sul suo patrimonio: da qui l’esistenza di un generale obbligo di riconoscimento del diritto al contraddittorio preventivo. Le Sezioni unite della Cassazione, per ben tre volte, sono intervenute sulla questione, ma con conclusioni purtroppo contrastanti per quanto riguarda i controlli in ufficio (cosiddetti «a tavolino») per i quali non si redige, in genere, alcun verbale di constatazione (Pvc).
Nella seconda sentenza delle Sezioni unite (n. 19667/2014) era stato deciso che per tutte le attività di controllo fosse obbligatorio un confronto preventivo pena la nullità dell’atto impositivo. Poi con la successiva pronuncia (sentenza 24823/2015) l’alto consesso è giunto, invece, a conclusioni totalmente differenti: non esiste nel nostro ordinamento un diritto generalizzato al contraddittorio preventivo, salvo non sia espressamente previsto per legge. Si tratta, infatti, di un principio di derivazione comunitaria e pertanto applicabile solo ai tributi “armonizzati”. Ne consegue così che solo in tema di tributi “armonizzati”, quale è l’Iva, l’amministrazione è tenuta ad attivare il contraddittorio a pena di nullità del provvedimento.
A questo punto, tre commissioni tributarie, hanno, condivisibilmente, ritenuto fondamentale l’intervento della Corte costituzionale. La Consulta, però, rilevando differenti carenze per ciascuna delle tre ordinanze, le ha ritenute tutte inammissibili non entrando nel merito della questione. Sicuramente, si tratta di decisioni formalmente ineccepibili, ma, altrettanto certamente, si è persa una occasione per fare chiarezza su una vicenda che attiene i diritti dei cittadini/contribuenti. Vi è ora da sperare che qualche altro volenteroso giudice tributario rimetta la questione alla Consulta, prestando la necessaria attenzione a indicare approfonditamente le norme, i fatti oggetto di causa e le questioni preliminari.

Antonio Iorio

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ultimo miglio con tensioni sul piano italiano per il Recovery Fund. Mentre la Confindustria denuncia...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Le diplomazie italo-francesi sono al lavoro con le istituzioni e con le aziende di cui Vivendi è un...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La tempesta del Covid è stata superata anche grazie alla ciambella di salvataggio del credito, ma o...

Oggi sulla stampa