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Conto salato per la previdenza Non immuni consumi e giochi

Dalla stretta al regime fiscale della previdenza complementare all’aumento delle aliquote Iva e delle accise sui carburanti per autotrazione. Dall’incremento delle imposte dovute sulle vincite dei giochi a premio, fino al raddoppio della ritenuta a titolo d’acconto dovuta sui bonifici per le ristrutturazioni edilizie. Eccole, in rapida sintesi, le nuove tasse contenute nelle pieghe della bozza di legge di Stabilità per l’anno 2015 presentata mercoledì scorso dall’esecutivo targato Matteo Renzi.

Nella tabella in pagina sono sintetizzate, una per una, le norme della manovra per il 2015 che comporteranno per i contribuenti italiani un incremento della tassazione, sia diretta che indiretta.

Stretta sulla previdenza complementare. Fra le misure più incisive in termine di aumenti di imposte figurano senza dubbio le norme che riguardano la c.d. previdenza complementare.

I fondi pensione vedono, infatti, incrementarsi, con decorrenza dal 1° gennaio 2015, l’aliquota dell’imposta sostitutiva dovuta sui risultati di gestione dall’attuale 11,5 al 20%.

Anche la rivalutazione del trattamento di fine rapporto contenuto nei fondi subirà un drastico aumento del prelievo fiscale, con decorrenza sempre dal 12° gennaio 2015. La manovra 2015 prevede, infatti, al proposito un incremento dell’aliquota dell’imposta sostitutiva dall’attuale 11 al 17%.

Ma se i fondi pensione piangono, certamente non ridono le casse previdenziali dei liberi professionisti. La bozza della legge di Stabilità prevede infatti un incremento della tassazione sulle rendite del risparmio previdenziale accumulato presso le casse private dall’attuale 20 al 26%.

Un tale prelievo fiscale sui rendimenti ottenuti dai gestori delle casse previdenziali private rischia di ripercuotersi, quasi inevitabilmente, o sull’entità delle prestazioni previdenziali erogate o sulla misura della contribuzione annua dovuta dagli iscritti.

Il Tfr in busta perde la tassazione separata. Anche il trattamento di fine rapporto rischia di subire, a certe condizioni, un vero e proprio aggravio di tassazione. Nell’ipotesi in cui il lavoratore scelga, infatti, per l’erogazione mensile della quota di Tfr nella busta paga, la tassazione dello stesso seguirà le regole ordinarie dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, anziché la tassazione separata da sempre prevista nell’ipotesi di erogazione in unica soluzione delle somme accantonate.

Ovviamente l’aggravio fiscale si farà sentire in misura crescente al crescere dell’aliquota marginale Irpef alla quale verrà tassato l’importo del Tfr erogato in busta paga.

Aumento delle aliquote Iva. Uno degli aspetti più controversi della bozza della legge di Stabilità per il 2015 riguarda il duplice intervento sulle aliquote dell’imposta sul valore aggiunto.

Le aliquote destinate ad aumentare dal 1° gennaio 2016 sono quella ordinaria, attualmente fissata al 22% e quella ridotta del 10%. La versione del disegno di legge in circolazione non indica la misura degli incrementi di aliquota previsti, ma si limita a precisare che entrambe le aliquote Iva potranno subire un incremento, anche di più punti percentuali in più step temporali.

L’anomalia della misura in commento riguarda l’impatto economico che la stessa potrebbe avere sui prezzi e sull’andamento dei consumi italiani, già sotto pressione per effetto della crisi e dei recenti incrementi dell’Iva dal 20 al 22%.

Se tali norme venissero poi concretamente attuate l’Italia rischierebbe di ottenere un non certo invidiabile traguardo, ossia quello di paese con il più elevato livello di aliquota Iva ordinaria che finirebbe per attestarsi addirittura al 25% (seconda solo all’Ungheria con il 27%).

Aumento accise sui carburanti. Stesse considerazioni anticicliche anche per quanto riguarda la parte della manovra per il 2015 dedicata all’aumento delle aliquote sulle accise da applicare sia alla benzina, con e senza piombo, e al gasolio per autotrazione.

Anche in questo caso l’incremento delle accise non è stabilito nella bozza di manovra in circolazione, ma è solo indicato il momento temporale dal quale l’aumento scatterà, 1° gennaio 2016, e l’entità di misura dell’incremento espresso in centesimi di euro.

Altri incrementi di tassazione. Non passano indenni alla manovra finanziaria 2015 le vincite dei giochi a premio e delle slot machine. Dal 1° gennaio 2015, infatti, oltre a una diminuzione della percentuale delle vincite, i giochi vedranno aumentare anche l’aliquota del prelievo fiscale che salirà al 17% per le slot machine e al 9% per le lotterie. Anche le polizze vita pagano dazio alla manovra 2015. Dal 1° gennaio 2015 l’attuale regime di esenzione da tassazione dei capitali percepiti dai beneficiari della polizza in caso di morte dell’assicurato, lascerà il posto a un regime di parziale imponibilità. Viene infatti previsto che da tale data il regime di esenzione da Irpef si applicherà solamente alla parte di capitale erogato in caso di morte dell’assicurato a copertura del rischio demografico e non più sull’intero capitale corrisposto come avviene adesso.

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