Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Conto salato per gli scandali Deutsche Bank perde 1,2 miliardi

Seri problemi per Deutsche Bank, il primo istituto di credito tedesco. Nell’ultimo trimestre 2013, la banca delle nere torri gemelle di Francoforte ha incassato a sorpresa perdite per 1,2 miliardi di euro al lordo dell’imposizione fiscale. I costi di conflitti legali e la debolezza del suo comparto investment banking sono alla radice delle difficoltà, insieme al cospicuo accantonamento di risorse in vista di possibili costi futuri. E all’orizzonte si profila un nuovo ostacolo: la Ba-Fin, cioè l’autorità tedesca di vigilanza sul sistema finanziario, vuole condurre un accertamento- indagine straordinario su eventuali irregolarità negli affari di cambio valute della Deutsche. Il cui titolo, a causa di tutte queste notizie, è stato in sofferenza sui mercati. Alla Borsa di Francoforte ha infatti lamentato un deprezzamento spintosi fino a punte del 4,2 per cento.
La situazione non è così grave, dicono gli analisti. L’utile nell’intero anno scorso, a causa delle perdite dell’ultimo trimestre, è sceso a 1,1 miliardi di euro. Molto più deldebole risultato del 2012 stato (di appena 315 milioni), ma anche molto meno rispetto alle aspettative. Tutti i dati sono provvisori, sottolinea Deutsche Bank, e i due numeri uno Anshu Jain e Juergen Fitschen ostentano fiducia e ottimismo, ma ammettono:«Ci aspettiamo che il 2014 sia un anno di ulteriori sfide, e le affronteremo con disciplina ». E al tempo stesso Anshu Jain ha lanciato quello che i media tedeschi definisconoun insolito appello personale: «Non è possibile cambiare da un giorno all’altro la cultura di un’impresa, eppure vi chiedo di non dubitare della nostra determinazione di portareavanti il mutamento».
Le difficoltà di Deutsche Bank comunque non restano, ovviamente, un problema circoscritto alla Germania: hanno pesato sui mercati intutta Europa, con cali su tutte le principali piazze d’affari. «Le cifre di Deutsche Bank sono sorprendenti, e non è in vista una fine, e ciò ci spinge a vedere in modo critico le condizioni del settore bancario», ha dichiarato all’agenzia Reuters Oliver Roth di CloseBrothers Seydler. Oneri per le spese legali e costi di ristrutturazione appaiono come un’ombra sul futuro dell’istituto. Deutsche Bank, ha promesso Anshu Jain, è pronta areinvestire in trading a reddito fisso, e in particolare intende ristrutturare il suo settore operativo negli Stati Uniti.
«Dobbiamo reinventarci», egli ha sottolineato.
Le cifre rese note ieri, nota
Spiegel online, appaiono tanto più frustranti per Jain e Fitschen se si va al raffronto con la concorrenza americana: istituti come JP Morgan o Goldman Sachs vantano utili per miliardi per l’ultimo trimestre dell’anno scorso e cifre record per l’intero 2013. Le banche usa, notano osservatori a Francoforte, si sono lasciate alle spalle al passato. Mentre le spese legali — per conflitti come quelli con le autorità americane per vendite contestate, e la multa imposta dalla Commissione europea per l’accusa di aver manipolato tassi, pesano sul presente. L’indagine annunciata da BaFin solleva persino l’interrogativo, se l’accantonamento di 2,5 miliardi di euro per eventuali nuovi costi sarà sufficiente. E i ricavi dell’investment banking, appena 95 milioni di euro, sono un altro segnale non confortante.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Un voluminoso dossier, quasi 100 pagine, per l’offerta sull’88% di Aspi. Il documento verrà ana...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La ripresa dell’economia americana è così vigorosa che resuscita una paura quasi dimenticata: l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora prima che l’offerta di Cdp e dei fondi per l’88% di Autostrade per l’Italia arrivi sul ...

Oggi sulla stampa