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Conto Imu con le novità 2014

Entro il 16 dicembre anche i proprietari delle seconde case, case sfitte e case locate, devono effettuare il saldo Imu 2014. Si tratta di un’ampia platea di immobili, che va individuata escludendo tutto ciò che non rientra nella definizione di abitazione principale.
Il perimetro
In primo luogo la «dimora abituale» e la «residenza anagrafica» devono coincidere, quindi il proprietario dell’abitazione che ha la sola dimora abituale (ad esempio per ragioni di lavoro), dovrà pagare l’Imu come seconda casa. L’unica eccezione è ora prevista per il personale del comparto sicurezza. Inoltre con il riferimento all’unica unità immobiliare non è più applicabile il consolidato orientamento della Cassazione (decisioni 3397/10, 20567/11) favorevole al regime agevolato dell’abitazione principale anche in caso di unità immobiliari contigue, censite in Catasto separatamente. In queste situazioni si dovrà pagare come seconda casa, a meno che il contribuente non abbia proceduto a fondere catastalmente le due unità contigue. Operazione che in realtà non sempre è possibile, principalmente a causa delle diversa titolarità. È applicabile la stessa aliquota delle seconde case anche alle pertinenze eccedenti, cioè a quelle che superano i limiti previsti (massimo tre unità: C/2, C/6 o C/7), come nel caso del proprietario di un’abitazione con due cantine o due garage accatastati separatamente.
Case locate e sfitte
Diversamente dall’abitazione principale, che è esente dall’Imu (ad eccezione delle categorie «di lusso» A/1, A/8 e A/9), la seconda casa ha un’aliquota base del 7,6 per mille, ritoccabile dai Comuni dal 4,6 al 10,6 per mille, riducibile fino al 4 per mille solo per gli immobili locati. Non è stata peraltro confermata per l’Imu la disposizione contenuta nella legge 431/98 che consentiva di stabilire un’aliquota inferiore a quella minima per i locatori di abitazioni principali affittate con canone concordato. Non paga invece l’Imu il proprietario dell’abitazione principale parzialmente locata, ad esempio nel caso di concessione di alcune stanze in locazione a studenti. Per le abitazioni sfitte, i Comuni hanno generalmente previsto aliquote più alte, ma il proprietario può ora usufruire della parziale deducibilità dell’Imu dall’Irpef, a condizione che la seconda casa sia ubicata nello stesso Comune dell’abitazione principale, quindi la seconda casa al mare o in montagna continuerà a non pagare nulla a titolo di Irpef.
Residenti all’estero
Per le abitazioni dei cittadini italiani residenti all’estero, non locate, l’articolo 9-bis della legge 80/2014 ha soppresso per il 2014 la facoltà di assimilazione alle abitazioni principali e ha introdotto un nuovo regime agevolato dal 2015, limitato ai «già pensionati». Pertanto, per il 2014 i cittadini Aire dovranno pagare l’imposta anche in caso assimilazione comunale, non più efficace perché è venuta meno la norma di riferimento.
Il calcolo del saldo 2014
Una volta inquadrata la disciplina applicabile al singolo caso, occorre considerare che l’acconto di giugno è stato calcolato in base alle aliquote dello scorso anno, mentre per il conteggio del saldo si dovranno prendere le aliquote approvate entro il 30 settembre 2014. Occorrerà quindi verificare le nuove delibere, che nonostante la relativa stabilità dell’imposta sono circa 8mila. La procedura di calcolo è rimasta la stessa. Si parte dalla base imponibile, costituita dal valore degli immobili, che per i fabbricati si determina prendendo la rendita catastale rivalutata del 5%, il tutto poi moltiplicato per i coefficienti distinti per categoria catastale (160 per le abitazioni). A questo punto è quindi possibile effettuare il calcolo dell’imposta, applicando l’aliquota deliberata dal Comune, consultabile sul sito del dipartimento delle Finanze (e nel dossier Sos Imu-Tasi sul sito del Sole 24 Ore). Ottenuto l’importo complessivo del 2014, si sottrae poi quanto già versato in acconto entro il 16 giugno: la differenza è il saldo Imu 2014 che dovrà essere versato entro il 16 dicembre 2014.

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