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Conto energia, c’è la sanatoria

Le imprese hanno dodici mesi di tempo per decidere se mantenere il contributo del conto energia rinunciando alla Tremonti ambientale. È questo il lasso di tempo concesso dal Gse, il Gestore dei servizi energetici, alle imprese che hanno ottenuto ambedue gli incentivi e rientrano nel terzo, quarto o quinto conto energia. Sono invece salve le imprese che hanno utilizzato il primo e secondo conto energia che possono mantenere il cumulo. Questa è la posizione del Gse, apparsa sul sito internet (al link http://www.gse.it/it/salastampa/news/Pages/Conto-Energia-Chiarimenti-in-merito-alla-possibilita-di-cumulo-tra-Conto-Energia-e-cd-Tremonti-ambiente.aspx). Il Gse abbraccia la tesi che le due agevolazioni non sono cumulabili e, consapevole delle difficoltà interpretative che ci sono state, dice la sua opinione e propone una moratoria: anziché avviare da subito la revoca dell’incentivo concesso dal conto energia, lascia alle imprese 12 mesi di tempo per «ravvedersi». Ne consegue che le imprese che vogliono evitare contenziosi con il Gse, il cui contributo è sicuramente più importante di quello concesso dalla Tremonti ambientale, devono, entro 12 mesi, presentare la dichiarazione di rettifica della dichiarazione dei redditi all’Agenzia delle entrate. Questo, però, comporta l’applicazione di sanzioni per l’utilizzo di un’agevolazione fiscale non spettante, con tutte le conseguenze civili e, forse, penali.

Il parere del Gse. La Tremonti ambientale è una legge che era stata poco utilizzata fino alla nota prot. n. 0018485 del 15 settembre 2011. Con questa specifica, il ministero dello sviluppo economico ha affermato che la realizzazione di un impianto fotovoltaico è da considerarsi un investimento ambientale agevolabile ai sensi dell’art. 6, comma 13 della legge 388/2000. Ciò ha portato le imprese, che avevano realizzato investimenti in quest’ambito per beneficiare del conto energia, a presentare la documentazione per usufruire anche dell’incentivo fiscale previsto dalla Tremonti ambientale. Se era pacifico, in quanto specificato dal ministero, che il cumulo fosse possibile per il primo e secondo conto energia, per il terzo e quarto i dubbi sono sempre stati molto forti e il ministero non ha mai espresso una posizione ufficiale. Il Gse, a seguito dei primi possibili contenziosi, interviene adesso con la pubblicazione di un parere ad hoc.

In sostanza, il Gse, senza innovare, riprende l’impostazione riportata nel parere rilasciato dal ministero all’associazione Aper nel 2012, nel quale sosteneva che la Tremonti ambientale non rientrava nella «presenza di bandi pubblici per la concessione di incentivi pubblicati prima della data di entrata in vigore dello stesso dm» pur essendo una legge del 2000. Dà atto che il contribuente può utilizzare gli strumenti in uso, se pur soggetti a sanzioni, per rettificare dichiarazioni all’Agenzia delle entrate. Concede 12 mesi prima di «infliggere» agli inadempienti la punizione più costosa (la revoca del conto energia), il cui beneficio è più alto di quello della Tremonti ambientale.

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